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Una vita immersa nel parco. I residenti: “Altro che favola, è un incubo fatto di animali e incendi”

In via Sardegna a Termoli ci sono cinque famiglie che abitano a ridosso del parco, o meglio dentro al parco visto che i loro balconi e le loro abitazioni sono affacciati sul polmone verde della città da più di 30 anni. «Non è per niente una favola come si potrebbe pensare, con alberi e piante intorno alle case, è quasi un incubo visto che in estate viviamo con la paura degli incendi e tutto l’anno con quella degli animali che possono entrare per casa, pure i topi. Per questo siamo costretti a chiedere puntualmente di intervenire e sollecitare chi di dovere».

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Avete presente Narnia, il magico mondo a cui si accede passando per un armadio? Ecco, per chi abita in via Sardegna è un po’ la stessa cosa. Quasi un mondo magico, fiabesco dove però non ci sono strane creature e la neve a regnare sovrane, ma animali e verde. Verde di ogni tipo, con piante e alberi che quasi entrano dentro casa, in ogni stanza e in ogni piano. E non succede solo per una famiglia, ma per cinque abitazioni che da più di trent’anni esistono in quel quartiere.

Al di là del balcone, a meno di un palmo dal naso c’è il parco. Fatto di alberi di ogni tipo, verdi e rigogliosi, con i lunghi rami e le foglie che quasi ti accarezzano quando ti affacci sul piccolo terrazzo della camera dove i gerani rossi colorano l’orizzonte fatto di verde in ogni sua sfumatura che si affianca all’azzurro del cielo. Quasi un mondo a parte appunto. Di fronte al vecchio ospedale per capire, dove a guardar bene tra i porticati dei palazzi che svettano verso l’alto c’è una scala che conduce scendendo a delle abitazioni.

Ci sono il cancello con il citofono, le scale – pure queste immerse tra piccole piante, ciuffi di erba e qualche fiore dai colori intensi – che conducono dove vivono famiglie di nonni, nipoti, genitori e bambini. Generazioni e generazioni vissute e cresciute nel parco, immerse nel verde, circondate dal verde. Ma non quello dei giardini ordinati e colorati, quello di piante e erba che crescono ogni giorno di più fino quasi a diventare ingestibili. Quello che d’estate diventa un pericolo per gli incendi e per tutto l’anno diventa ricettacolo di animali di ogni tipo, «serpenti, vipere e pure topi – rivela una delle residenti – non sai che paura, che te lo dico a fare. La prima volta che ho visto la mia gatta riportarmi tra i denti una viperetta mi sono spaventata».

Da allora sono passati più di trent’anni e loro sono rimasti lì. «Perché in fondo qui si sta bene, perché andare via?, la zona è bella, il quartiere è tranquillo, siamo anche vicino al centro». Eppure quel magico mondo diventa un inferno nei periodi più intensi, soprattutto quello che si apre anche adesso. La stagione estiva dove da ogni miccia può scaturire un incendio, dove il garbino «mi spaventa sempre», dove «la notte sono sempre preoccupata del fumo e dei roghi. E’ per questo che ogni anno sono necessari lavori e interventi per pulire. Ma – racconta – siamo sempre noi a dover chiedere l’intervento del Comune».

«Al telefono – aggiunge la figlia – non risponde mai nessuno, abbiamo provato più e più volte a contattare l’ufficio Ambiente nei giorni scorsi, ma il telefono squilla a vuoto. Solo quando andiamo in Municipio e chiediamo di incontrare qualcuno, riusciamo a fare le nostre richieste e ad ottenere un intervento».

A chi pensa che quelle case lì forse non si potevano costruire si sbaglia, perchè quel progetto è stato edificato nel rispetto di tutte le regole. Ma oggi, con una vegetazione così rigogliosa che si estende per tutta l’altezza della casa diventa difficile affrontare i tre mesi estivi. Anche il piccolo giardino, un corridoio pavimentato affiancato dall’erba, è sovrastato dalle piante. Come gli alberi di acacie che svettano al di là della rete di protezione che divide la proprietà privata dal parco.

«Qui escono pure i topi – commenta – li ho visti. Per questo gli interventi andrebbero fatti sempre. Ogni anno». Perchè anche i mondi magici, alla fine, hanno le loro pecche.

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