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Stalker con la passione per le armi. Dopo le molestie non potrà avvicinarsi all’ex moglie foto

L’uomo, operaio di una grande azienda molisana, è stato raggiunto dal provvedimento che gli vieta di frequentare gli stessi posti della sua ex consorte, pena l’arresto. Finisce l’incubo di una donna perseguitata e maltrattata dal coniuge prima della separazione e dopo. Il 50enne è stato già condannato per detenzione abusiva di armi: in passato durante una lite esplose alcuni colpi di fucile contro i familiari ma all’epoca nessuno lo denunciò.

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Temeva di incontrarlo ogni volta che usciva di casa. Aveva paura di andare a lavoro o di passeggiare con un’amica o anche soltanto di uscire per commissioni. Si spaventava allo squillo del telefono, e anche restare sola in casa era diventato motivo di angoscia e sofferenza.
Per quasi due anni (dal 2016 al 2018) questa donna, che vive in un paese alle porte di Campobasso dove è titolare di un noto ristorante, è stata molestata, perseguitata e minacciata da quello che una volta era suo marito.
La donna, imprenditrice affermata, lavoratrice instancabile, spossata dalle persecuzioni e stanca di vivere le sue giornate sotto il peso di “una pressione inaccettabile”, ad un certo punto rispetto alla forza della violenza psicologica cui la sottoponeva il suo ex marito, ha risposto chiedendo aiuto alla polizia.
Che ieri allo stalker ha notificato il provvedimento – chiesto dal sostituto Nicola D’Angelo e accolto dal Gip – che prevede il divieto di avvicinarsi alla sua ex moglie e di frequentare gli stessi posti della donna. Pena, l’arresto.

Un provvedimento adottato sulla base del materiale investigativo raccolto dagli uomini della Squadra Mobile ma anche sulla base dei precedenti di cui l’uomo in passato è stato chiamato a rispondere.
La passione per le armi, infatti, lo ha già portato ad avere a che fare con la giustizia che a lui ha contestato – e lo ha condannato per questo – la detenzione e il porto abusivo di armi da fuoco.

Una denuncia quella sulle armi, che scaturì da un controllo dei carabinieri effettuato nell’abitazione dell’uomo. Questi, qualche giorno prima, era stato protagonista di una violenta lite con i familiari, durante la quale aveva imbracciato un fucile e fatto esplodere alcuni colpi.
Nessuno lo denunciò per quell’azione, ma l’episodio richiamò l’attenzione dei carabinieri che fecero poco dopo la perquisizione domiciliare scoprendo la detenzione abusiva di alcune armi.
Un precedente non da poco e che ha avuto un peso rilevante sulla condotta che ha assunto negli anni successivi. Una condotta violenta e rissosa.

Separato dalla moglie ha iniziato a fomentare liti e discussioni perché dalla ex coniuge e dai figli ormai grandi, pretendeva che a lui fossero consegnati i proventi o parte di essi dell’attività di ristorazione di cui i familiari si occupano. Attività della quale, invece, lui non fa parte e per la quale non si è mai adoperato.

A nulla sono valsi i tentativi di farlo ragionare. Né da parte della ex né da parte dei suoi figli. Il 50enne, seppure economicamente benestante e occupato presso una nota azienda molisana, ha iniziato a perseguitare la donna. A minacciarla, a seguirla, molestarla e ad intimidirla tanto da inculcarle la possibilità che davvero il suo stalker potesse compiere un gesto di follia visto anche che in passato non aveva esitato a sparare con un fucile contro i familiari.

Quindi ad un certo punto ha smesso di vivere nel terrore e ha chiesto l’aiuto della polizia. Che a carico dell’uomo ha raccolto tutti gli elementi utili alla Procura per motivare e richiedere(per ora) il divieto che l’uomo si avvicini ai luoghi frequentati dalla ex coniuge nonché, in generale, qualunque contatto e comunicazione con il luogo in cui si venga a trovare la donna.
Ma se dovesse trasgredire il provvedimento, allora si apriranno le porte dei carcere di via Cavour.

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