Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

Emergenza idrica, centinaia di abitazioni a secco. Scuole, bagni inagibili: studenti escono prima

Conseguenze impreviste dopo la manutenzione straordinaria alla diga del Liscione, dove il flusso è stato riaperto solo alle 3 di questa notte. Questa mattina centinaia di famiglie termolesi si sono svegliate ancora coi rubinetti a secco, mentre diversi istituti scolastici superiori hanno fatto i conti con la mancanza di acqua. Bagni inagibili e chiusi, e malgrado le rassicurazioni nessuna autobotte della Protezione civile a rifornire i servizi igienici. La priorità nella fornitura di acqua non potabile è stata data alle scuole comunali: materne, elementari e medie. I presidi dei Licei hanno firmato le ordinanze per fare uscire gli alunni in anticipo all’Istituto Commerciale, al Geometra e Nautico e al liceo Scientifico.

Più informazioni su

L’emergenza idrica è arrivata a sorpresa, malgrado l’avviso di ieri mattina, mercoledì, circa la possibilità che a Termoli si verificassero disagi legati alla mancata erogazione dell’acqua. Questa mattina centinaia di famiglie residenti in città si sono svegliate senza acqua corrente nelle rispettive abitazioni, avviando una protesta pressante sui social per chiedere spiegazioni al gestore, la Crea. Spiegazioni che non sono arrivate.

Ma il problema principale si è verificato nelle scuole superiori, dove i bagni sono rimasti inagibili per ore. Le autobotti annunciate dal Comune di Termoli ieri sera, in concomitanza con l’ordinanza di divieto di bere e usare l’acqua per scopi alimentari a causa di impurità e batteri nella condotta, tornata a funzionare dopo un periodo di stop forzato, sono arrivate nelle scuole primarie di buon’ora, grazie all’impegno di associazioni collegate alla protezione civile fra cui anche la Valtrigno Molise, partita da San Salvo con una autobotte da 20 quintali di acqua non potabile per rifornire i servizi igienici delle scuole materne, elementari e medie.

Per quanto riguarda gli Istituti superiori, almeno quelli che non hanno nessuna autoclave né sistemi autonomi di cisterne (come invece l’Alberghiero, dove il disagio non c’è stato e per i laboratori alimentari è stata usata l’acqua minerale, esattamente come nelle mense scolastiche) il disagio è diventato emergenza vera e propria. Tanto che i dirigenti di Istituto hanno firmato ordinanze per consentire l’uscita anticipata degli studenti. La prima scuola ad andare a casa gli alunni è stata il Ragioneria, dove già alle ore 10 la campanella è suonata. «Bagni inagibili, chiusi a chiave e nessuna possibilità di usarli» hanno commentato gli studenti in giro per la città.

Al Liceo Scientifico esattamente un’ora dopo, alle 11, la preside ha fatto uscire tutti gli alunni. «Le autobotti non sono ancora arrivati – spiega – e di conseguenza la situazione è ingestibile. Studenti e studentesse necessitano dei bagni che non si possono usare e abbiamo ritenuto di far uscire gli studenti prima del tempo». All’Artistico invece non è arrivata l’auspicata ordinanza di uscita anticipata da scuola e gli studenti hanno “occupato” l’Istituto in segno di protesta. Una manifestazione simbolica, la loro, per rimarcare il disagio.

Un disagio che dovrebbe risolversi entro la giornata odierna. «La Crea – dicono dal Comune, dove pure manca l’acqua e i dipendenti non possono usare i bagni – ha comunicato che “dalle informazioni raccolte dalle verifiche effettuate, presumibilmente sarà ripristinato il normale flusso idrico nella tarda serata della giornata odierna”. Entro la tarda serata di oggi, tutte le abitazioni di Termoli torneranno ad essere servite dal servizio idrico».

Nella cittadina adriatica si è creato un problema quasi inedito. L’acquedotto comunale, che in altre circostanze ha garantito un approvvigionamento protratto per giorni, questa volta è andato a secco poche ore dopo l’inizio dei lavori di manutenzione al torrino della diga di Ponte Liscione, dove Molise Acque ha interrotto il flusso idrico per ripristinarlo solo questa notte alle ore 3. La conseguenza è stata che tantissime famiglia si sono ritrovate con i rubinetti a secco. In zone come il quartiere di Difesa Grande, via Fortore, Porticone alta, Padre Pio, Bingo non è possibile nemmeno lavarsi i denti. «Dalle 13 di ieri non abbiamo acqua – racconta una residente del quartiere Difesa Grande – non è possibile, è un problema incredibile per tutti noi».

E mentre gli uffici della Crea, il gestore che in regime di proroga si occupa del servizio idrico a Termoli e che ormai da un pezzo è in rotta di collisione con l’Amministrazione adriatica sono chiusi, perché è il giorno di stop, i cittadini si riversano nei supermercati per attrezzarsi con bottiglie di acqua minerale. Diversi quelli che sono andati a fare scorte, tanto che sugli scaffali dei principali negozi alimentari di Termoli l’acqua è quasi finita.
L’emergenza idrica si collega poi direttamente a quella dell’acqua non potabile. Dopo la ripresa del flusso dalla diga di Ponte liscione alla Valle del Biferno infatti, le condotte cittadine si sono scoperte vulnerabili e sporche, tanto che i valori relativi alla presenza di batteri dei campioni analizzati ieri non hanno rassicurato il sindaco circa la salubrità dell’acqua. Da qui la decisione di vietare l’uso dell’acqua per scopi alimentari, relegandola soltanto all’utilizzo igienico. Una ordinanza, questa dell’acqua non potabile, tuttora in vigore. Bisognerà rendere le nuove analisi per revocarla e tornare alla normalità.

«Si ricorda ai cittadini (come da ordinanza sindacale n. 94 del 16 maggio 2018) che l’acqua che arriverà nelle case potrà essere utilizzata solo ed esclusivamente a fini domestici (ovvero per le pulizie della casa e i servizi igienici) e, soltanto dopo aver avuto conferma dagli organi competenti, sarà comunicata la possibilità di utilizzare l’acqua per gli altri usi». Cosa che non è ancora chiaro quando potrebbe avvenire.

Più informazioni su