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Centrodestra in tilt, il giudice Di Giacomo rifiuta la Regione. Ripescata ipotesi De Matteis

Ora è ufficiale: il presidente del Tribunale di Isernia ha deciso di rispondere con un secco "no" alla proposta di candidatura avanzata in questi giorni da una ventina tra partiti e movimenti del centrodestra, confermando le intenzioni espresse già lo scorso 20 febbraio. "Ribadisco la mia indisponibilità già precedentemente comunicata", scrive in una nota stringata inviata alle 12.27 di oggi nelle redazioni giornalistiche. E così dopo un tira e molla durato alcune settimane, anche il centrodestra resta senza leader. Coalizione nel caos, ma spunta l’ipotesi Rosario De Matteis: l’ex presidente della Provincia di Campobasso potrebbe essere la figura su cui convergere. Ma lui puntualizza: «I partiti del centrodestra non mi hanno offerto la candidatura».

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“No, grazie”. A sorpresa, il giudice Enzo Di Giacomo non sarà il candidato del centrodestra alla Presidenza della Regione Molise. La notizia, ancora ufficiosa, inizia a circolare intorno alle 10 di oggi, 12 marzo ed è confermata da fonti autorevoli interne alla coalizione. Poi alle 12.27 nelle redazioni giornalistiche arriva lo stringato comunicato: «Considerato che diversi organi di informazione continuano a riportare appelli rivolti alla mia persona per una ipotetica candidatura alla Presidenza della Regione, nel ringraziare ribadisco la mia indisponibilità già precedentemente comunicata».

Il riferimento è al primo comunicato, quello dello scorso 20 febbraio, quando il magistrato ha dato il primo ’altolà’. In questi ultimi giorni non si è lasciato convincere dagli appelli lanciati da una ventina tra partiti e movimenti politici dopo la riunione di giovedì scorso – 8 marzo – a Isernia. Un endorsement ampio, ‘benedetto’ pure da Michele Iorio, uno dei big del centrodestra e che in nome dell’unità ha pure fatto un ‘passo di lato’. Né è servito a convincere Di Giacomo l’okay espresso dai movimenti di Massimo Romano e Peppino Astore, tradizionalmente vicini al centrosinistra, e da altri esponenti della società civile: non sarà lui “l’uomo che salverà il Molise dopo il disastro del governo Frattura”, come sostenevano gli artefici della sua candidatura.



Sembrava tutto fatto, una partita dall’esito quasi scontato. Negli ambienti politici del centrodestra si parlava di un “sì” sicuro che sarebbe arrivato oggi, accompagnato dal comunicato e da una conferenza con gli organi di informazione. E invece in zona Cesarini – come si dice in gergo calcistico -, a 12 giorni dalla presentazione delle liste per il voto del 22 aprile, il presidente del Tribunale di Isernia decide di non scendere nell’agone politico, sconvolto completamente dal voto di domenica 4 marzo dallo tsunami a Cinque Stelle, preferendo continuare ad occuparsi di giustizia. Sul tavolo dei partiti del centrodestra dunque arriva un ‘gran rifiuto’, l’ennesimo espresso da un esponente delle istituzioni nei confronti della politica.

Non c’è dubbio: il no del giudice Enzo Di Giacomo scombussola i piani del centrodestra, che era finalmente riuscito a trovare una sintesi dopo lo strappo di cinque anni fa, quando pezzi della coalizione (come Aldo Patriciello e Vincenzo Niro) preferirono appoggiare il primo governo di Paolo di Laura Frattura. Si divideranno anche ora? Per i più ottimisti il centrodestra riuscirà a trovare un’altra figura in grado di fare sintesi e di battere il Movimento 5 Stelle, considerato l’unico temibile avversario nella competizione elettorale. I bene informati riferiscono di una ipotesi di candidatura alla Presidenza della Regione per Rosario De Matteis, ex presidente della Provincia di Campobasso ed ex assessore della Giunta Iorio. « É un politico onesto, ben voluto e non ha conflitti di interesse», il ragionamento di qualcuno. «I partiti del centrodestra non mi hanno proposto la candidatura alla Presidenza della Regione», ha fatto sapere lui togliendo le speranze al centrodestra.

A questo punto, non è escluso che ritorni in gioco Mario Pietracupa, anche se la perfomance elettorale alle Politiche è stata al di sotto delle aspettative. Impossibile puntare su Michele Iorio: in caso di elezione, sarebbe sospeso dalla carica per via della condanna in Corte d’Appello per la vicenda Zuccheropoli e gli effetti della legge Severino.

Dunque, se Sparta piange, Atene non ride: se nel centrosinistra ieri sera, 11 marzo, è stata sancita ufficialmente la rottura tra Pd e Molise 2.0, è nel caos più totale per la leadership anche il centrodestra, nel quale ha già avanzato la propria candidatura Michele Marone di Energie per l’Italia. E come dice il proverbio tra i due litiganti, il terzo gode: il Movimento 5 Stelle, che ha già scelto Andrea Greco, non aspetta altro che approfittare della situazione e conquistare i palazzi che contano anche in Molise.

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