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Il Tar inaugura l’anno giudiziario: boom di ricorsi degli extracomunitari

Questa mattina la cerimonia al convitto nazionale Mario Pagano. Il presidente del tribunale amministrativo del Molise, Silvio Ignazio Silvestri, ha parlato di un bilancio tutto sommato positivo. Due gli incrementi più rilevanti per quanto riguarda i ricorsi: quelli relativi all’impugnazione dei provvedimenti della prefettura a carico di immigrati a rischio espulsione e quelli sugli appalti pubblici

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Nel 2017 Il Tribunale Amministrativo Regionale del Molise “ha definito 505 ricorsi”, numeri in flessione rispetto al 2016 quando i ricorsi definiti sono stati 516. Dunque quest’anno ce ne sono “11 in meno”, pari ad una percentuale del 2% circa, “decisamente inferiore a quella registrata in tutti gli altri Tar”.

Quest’anno c’è stato il boom dei ricorsi degli extracomunitari che si è quadruplicato rispetto all’anno precedente, e la caratteristica di questi ricorsi è che il 90% ha usufruito del gratuito patrocinio”. La vera novità di quest’anno. «Un’altra novità riguarda l’aumento dei ricorsi in materia di appalti. Ma sia chiaro che non siamo noi che blocchiamo gli appalti perché la prima causa risiede nella complessità e la farraginosità del sistema normativo. Quanto agli extracomunitari invece, la gran parte dei ricorsi è avverso i provvedimenti prefettizi che hanno revocato le misure d’accoglienza. Parliamo di revoche che nascono solitamente perché queste persone hanno comportamenti poco consoni alla conviveva civile e quindi subiscono la revoca dei provvedimenti rispetto ai quali questo Tar ha accolto circa il 50 per cento dei ricorsi”.

Questi dati sono stati evidenziati dal presidente del tribunale amministrativo molisano, Silvio Ignazio Silvestri, parlando con i giornalisti in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della giustizia amministrativa presso il Convitto nazionale Mario Pagano di Campobasso.
“I risultati della nostra attività – ha spiegato – sono stati ottenuti grazie ad un notevole incremento delle sentenze in forma semplificata, che hanno compensato il minor numero delle sentenze ordinarie; a fronte di 30 sentenze brevi pubblicate nel 2016, sono state definite 99 cause con sentenza breve nel 2017, più del triplo rispetto all’anno precedente“.
E specifica al riguardo che le sentenze in forma semplificata decidono nel merito in tempi decisamente brevi, anzi brevissimi; le istanze cautelari, da cui solitamente scaturisce questo tipo di decisione, devono essere fissate immediatamente nella prima camera di consiglio utile, decorsi 20 giorni dalla notifica del ricorso. La sentenza breve dà quindi una risposta effettiva ed efficace all’esigenza di giustizia che conduce all’instaurarsi del procedimento giurisdizionale.

“Accettabile il numero di arretrato”
Un altro dato emerso nel corso della presentazione è quello che il Tribunale amministrativo regionale del Molise è in una posizione accettabile per quanto riguarda l’arretrato. Lo stesso presidente Silvestri ha rimarcato come sia stata “definita la quasi totalità dei ricorsi introitati fino al 2012; salvo un piccolo gruppo di ricorsi, presumibilmente destinati ad essere definiti con decreti di perenzione”. A fine 2018 dovrebbero dunque essere pendenti solo ricorsi depostati nell’ultimo triennio.

“Comportamenti della PA inaccettabili”
Quanto alla tipologia delle materie trattate, un quinto di quelli introitati riguarda i giudizi per ottemperanza. “Questi ricorsi – ha spiegato il presidente – sono in realtà dovuti ad un comportamento della pubblica amministrazione che non può considerarsi accettabile”.

Più provvedimenti di revoca di contributi in agricoltura”
Si registra un significativo aumento dei numero dei ricorsi avverso i provvedimenti di revoca dei contributi in agricoltura, addirittura quadruplicato rispetto all’anno precedente. “Ciò significa – continua Silvestri – che l’amministrazione competente ha attivato un più puntuale controllo sull’erogazione di risorse pubbliche ai privati e sul loro utilizzo da parte dei destinatari”.

CN

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