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Frattura bis? “Decide il Pd, nessun muro con Ulivo 2.0. In 5 anni abbiamo risanato il Molise”

Il Presidente della Regione Molise Paolo di Laura Frattura intervistato a Tutti Candidati si rimette alle decisioni del Pd e degli alleati, senza chiudere la porta a un accordo con Ruta e i suoi. Poi giudica positivamente il quinquennio alla guida della Regione Molise: «Rischiavamo il fallimento, l’opera di bonifica è completata». Sostiene le candidature dei democratici alle Politiche e tira le orecchie a Leva: «Forse è un po’ distratto».

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Ultima intervista prima del voto del 4 marzo a Tutti Candidati con il Presidente della Regione Molise Paolo di Laura Frattura, che di fatto lancia la fase dedicata alla campagna elettorale per le elezioni regionali, dichiarandosi disponibile ad un secondo mandato e lasciando la porta aperta per un confronto programmatico sia con Ruta e Leva, sia con Cotugno.

Presidente, tracci un sintetico giudizio dei 5 anni trascorsi in Regione dopo la vittoria sull’allora governatore uscente Michele Iorio.
“Lascio un Molise totalmente diverso da quello che abbiamo trovato a inizio 2013, che stiamo raccontando ai cittadini molisani. Un racconto che continuerà fino al 22 di aprile e anche oltre. ”

Sarà della partita?
“Dipende dal Partito Democratico e dalla coalizione di centrosinistra.”

E oggi quali sono gli elementi che fanno parte di questa coalizione? L’Ulivo2.0 sta partendo con un altro percorso.
“Bisogna chiederlo a Ulivo2.0, così come bisogna chiederlo alle altre squadre. Noi abbiamo una coalizione di centrosinistra che ha vinto e che è stata alla guida della Regione per 5 anni e che si ripropone con il Partito Democratico e con, sicuramente, Civica Popolare e una serie di liste civiche.”

Quelli che sono stati i vostri alleati, Cotugno e Patriciello, stanno della vostra parte o meno?
“Questo bisogna chiederlo a Cotugno, visto che il nostro alleato è stato Rialzati Molise. Ripeto, noi costruiamo le alleanze e le coalizioni sulla base di un programma, non sui personalismi e non sulle sigle.”

Se fosse Ruta il candidato dell’Ulivo2.0 dovrebbe uscire dal Partito Democratico?
“Questo bisogna chiederlo a Ruta e al Partito Democratico.”

Come giudica i continui attacchi di Danilo Leva nei riguardi della sua Giunta?
“Danilo Leva è un po’ distratto: a volte attacca la Giunta Frattura e rischia di attaccarla come giunta dell’Abruzzo; a volte attacca Luciano D’Alfonso e rischia di attaccarlo come giunta del Molise. Quindi deve un po’ chiarirsi le idee, forse la legge elettorale che lo vede candidato sul maggioritario e sul proporzionale lo ha totalmente confuso. Tra le altre difficoltà che trova, considerando il risultato straordinario che ebbe cinque anni fa grazie all’appoggio del Partito Democratico e grazie alla coincidenza delle elezioni politiche, evidentemente non è lo stesso ambiente che vive oggi.”

Cosa significa politicamente quel logo visto su Facebook “Antonio Di Pietro Presidente”, con quel Presidente scomparso qualche giorno dopo?
“Ritengo che significhi che Di Pietro, che è persona alla quale sono legato per stima, amicizia, affetto e riconoscenza per quanto ha fatto per il centrosinistra e per il sottoscritto, abbia inteso lavorare per l’unità del centrosinistra.”

Di Pietro potrebbe essere la soluzione di sintesi come candidato presidente?
“Questo lo si discuterà e lo si vedrà dal 5 marzo in poi.”

Lei lega il risultato delle politiche alla sua ricandidatura?
“Sono due elezioni diverse: votiamo il 4 marzo per il rinnovo del Parlamento italiano. Voteremo il 22 aprile per il rinnovo del consiglio regionale.”

Qual è un esito che la riterrebbe soddisfatto il 4 marzo?
“Sicuramente il dato nazionale è il parametro di riferimento.”

Come giudica l’appello del direttore di Telemolise, Manuela Petescia, di fare un partito di Salute Pubblica?
“Le auguro di riuscirci e mi auguro che possa esserci un confronto elettorale con questo movimento e con questo candidato, ricordando che cinque anni fa rispetto alla mia proposta ebbe a promuovere la “Lista di Noè” e quindi la riprendo con lo stesso auspicio di cinque anni fa.”

Lei è andato a Bari, finalmente ha parlato con un magistrato rispetto alla vicenda che la vede coinvolto con la Petescia. Si è detto sereno di questo confronto.
“Sono sempre stato sereno, anche perché quando racconto le cose è per come sono state. Ho vissuto un processo quale denunciante senza poter essere mai ascoltato, perché gli imputanti hanno fatto riferimento al rito abbreviato. Con il mio coinvolgimento ho potuto spiegare una serie di circostanze che fino a quel momento non avevo potuto raccontare a nessuno.”

Si sente sereno e pensa che questa accusa finirà in una bolla di sapone?
“Io sono tranquillo per aver raccontato quanto accaduto. Mi fermo qui e rimetto a chi di competenza ogni valutazione.”

Sulla sanità Lei ha trovato un buco di 500 milioni, ma i servizi a livello territoriale vedono una cittadinanza scontenta.
“É chiaro che se continua un messaggio negativo rispetto agli sforzi che l’organizzazione sanitaria che soprattutto i professionisti della sanità quotidianamente mettono in campo, sarà difficile che i cittadini possano cogliere l’importante inversione di tendenza. Mentre invece sono convinto che con il tempo necessario per concludere la messa in campo di tutte le misure di riprogrammazione sanitaria si darà la possibilità ai cittadini di cogliere con contezza e certezza quanto di buono la sanità molisana è in grado di offrire.”

Lei ha sempre accusato Michele Iorio di essere il responsabile di quel buco. Oggi Iorio si presenta per l’ennesima volta davanti all’elettorato, da condannato in Corte d’Appello.
“Io non sono abituato a fare valutazioni su ciò che fanno gli altri. Avrei potuto perdere cinque anni a raccontare quante negatività, quante passività, quante esposizioni, quanti debiti abbiamo trovato. In cinque anni non mi sembra che abbiamo impegnato o perso il nostro tempo a raccontare le cose che abbiamo trovato. Ci siamo impegnati, ci abbiamo messo la faccia, abbiamo raccontato la verità per le cose che noi abbiamo fatto. Michele Iorio è libero di fare quello che vuole, sono i cittadini e gli elettori che poi fanno le valutazioni.”

Quanto c’è di Frattura nella candidatura di Enrico Colavita?
“Assolutamente nulla, se non il sostegno elettorale e l’apprezzamento per la decisione di un uomo, della sua credibilità, della sua affidabilità per mettersi in gioco per il futuro e il bene del Molise.”

A volte i 5S utilizzano la parola onestà come un manganello, negli ultimi giorni molte situazioni mettono anche loro sotto la lente di ingrandimento.
“Sorrido innanzitutto perché basta considerare la capacità reddituale di tanti candidati dei 5stelle. Sorrido perché l’onestà è un fatto normale. Mai a pensare di vivere la vita senza rispettare l’onestà. Quindi anche questo non può che essere un altro messaggio mediatico, ma puramente populista. Ciascuno di noi deve essere onesto, che si impegni o meno in politica.”

Facciolla ha accusato Federico di aver cambiato residenza per non essere raggiunto da un ricorso. Cosa pensa?
“Il vice presidente, assessore regionale, candidato alla Camera e mi auguro eletto deputato per il Partito Democratico, Vittorino Facciolla, ha detto a chi continua a gridare onestà che qualche problemino ce l’ha. Ciascuno di noi è stato oggetto di procedimenti e li abbiamo sempre affrontati con la massima serenità e, con le dovute considerazioni, devo dire che malgrado le enne denunce che abbiamo ricevuto non abbiamo mai cambiato residenza, ma ci siamo sempre resi disponibili per ogni tipo di approfondimento.”

Come giudica le affermazioni dell’onorevole Venittelli contro Di Marzio, Ortis e Iorio?
“Di impatto e forti, soprattuto considerando le reazioni. Evidentemente quando si tocca il cuore del problema chi non è abituato a sentirsi raccontare le verità reagisce inevitabilmente in quel modo.”

Quali saranno le proposte al centro della sua azione di comunicazione nella nuova campagna elettorale?
“Abbiamo vissuto cinque anni nel rimettere in piedi una regione a rischio di default. La fase di bonifica è terminata, oggi finalmente siamo nelle condizioni di mettere in campo una serie di iniziative finalizzate alla qualità della vita, ai servizi per i cittadini e alle opportunità d lavoro.”

Si siederebbe nuovamente con Cotugno per cercare di fare una azione programmatica comune?

“Ripeto, le alleanze si costruiscono sui programmi. Guai a chiudere la porta a chicchessia.”

La porta è dunque aperta anche alla sua sinistra: a Ruta a Leva e a Liberi e Uguali?
“Mi pare che mai abbiamo alzato barriere nei confronti di chicchessia: ci ci siede, si discute del programma, si sottoscrive e si fanno le valutazioni personali.”

Tempi per le primarie non ce ne sono più?
“É chiaro che se si fa passare del tempo e prima si chiedono le primarie e non ci sono i candidati, poi si esprime la disponibilità per le primarie e non c’è il tempo per le primarie, ho l’impressione che quello poteva essere un alibi che però non c’è più.”

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