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Il casolare di campagna base dello spaccio. Basso Molise scelto per smistare la droga

L’arresto di un 55enne termolese, mai coinvolto prima in reati di droga, ha fatto riemergere il rischio che il nostro territorio possa essere considerato zona di smistamento degli stupefacenti. Nel casolare dove abitava e nel quale è stato effettuato il blitz dell’Arma, sono stati trovati oltre 13 chili di marijuana, 100 grammi di cocaina e altrettanti di hashish. Il Maggiore dei Carabinieri, Fabio Ficuciello, ha confermato che le indagini vanno avanti per capire l’eventuale presenza di una rete di complici e soprattutto la provenienza di tutto quel quantitativo.

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Era nel casolare di campagna che utilizzava come abitazione e come deposito di droga quando i carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Termoli e quelli della Stazione di Campomarino gli sono piombati addosso e l’hanno arrestato. Cinquantacinque anni, termolese, mai coinvolto prima in reati di droga, ma noto alle forze dell’ordine per alcuni reati contro il patrimonio. Dalla notte fra lunedì 5 e martedì 6 febbraio si trova in carcere, nel penitenziario di Larino. A sorprendere è il quantitativo di stupefacenti trovati dall’Arma: oltre tredici chili di marijuana, più di cento grammi di cocaina e altrettanti di hashish.

Il blitz è avvenuto nella notte di lunedì, «con la difficoltà del buio e la poca visibilità» ha specificato il Maggiore dei Carabinieri Fabio Ficuciello stamattina 8 febbraio in conferenza stampa nella caserma di via Brasile, affiancato dal tenente Edgard Pica e dal comandante della Stazione di Campomarino, Arturo D’Amico. Importante il ruolo dei militari di stanza nel centro al confine con la Puglia proprio perché il casolare dove è avvenuto l’arresto si trova nelle campagne fra Termoli e Campomarino, non lontano dalla statale 16 e dalla ferrovia.

«Le attività investigative – ha detto Ficuciello – sono state condotte con grande acume dai carabinieri di Campomarino. Abbiamo proceduto con la verifica e l’analisi delle aree geografiche e l’osservazione dei movimenti sospetti in una zona poco frequentata e di difficile accesso. La nostra intenzione resta sempre quella di fermare il traffico e lo spaccio di stupefacenti, così abbiamo deciso di non aspettare ed entrare in azione».

Oltre alla droga, che era conservata sia in camera da letto che in soffitta, dove è stata trovata la quantità maggiore, i carabinieri hanno recuperato cinque bilancini di precisione e del cellophane, quindi materiale utilizzato per il confezionamento della droga. La presenza di panetti e non di grossi imballaggi fa ritenere che «la droga era destinata al mercato del Basso Molise. Il valore di mercato? Circa diecimila euro». Come detto il 55enne termolese non era sconosciuto alle forze dell’ordine, ma è la prima volta che viene coinvolto in affari di droga. Separato, aveva un lavoro saltuario.

Il Maggiore, nel ricordare l’impegno di tutta l’Arma sulla costa, ha poi messo in guardia. «Vogliamo impedire che il Basso Molise diventi un luogo privilegiato di spaccio e transito di stupefacenti. Ricordo, a proposito, il grosso sequestro operato l’estate scorsa fra Montenero e Petacciato. Con operazioni come queste evitiamo che il Basso Molise diventi una sorta di hub di smistamento della droga».

Intanto proseguono le indagini. I militari non hanno voluto fornire ulteriori dettagli, ma escludono siano state trovate agendine coi nomi di spacciatori e clienti, né appunti di questo genere. Gli approfondimenti investigativi si concentrano inoltre sulla provenienza della droga e sulla possibile rete di complici del 55enne. (sdl)

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