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31 telecamere contro furti, rapine e spaccio. Presto doppia centrale per controlli notturni foto

Inaugurato a Campomarino il sistema di video sorveglianza previsto da un progetto regionale: installate 31 telecamere in paese e al lido, per prevenire i reati e favorire le indagini delle forze dell’ordine. Le immagini vengono trasmesse a una centrale situata nel comando della Polizia municipale, ma il sindaco assicura: «Lavoriamo a un’altra da realizzare in caserma, anche per avere un controllo 24 ore al giorno». Intanto la Regione pensa di aumentare la dotazione di 503 videocamere attualmente prevista, così da coprire anche altri paesi e punti delicati del territorio.

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Da oggi il Comune di Campomarino è dotato di un sistema di videosorveglianza fatto di 31 telecamere posizionate in quelli che vengono reputati “punti sensibili”, cioè gli ingressi del paese, il Comune, le scuole, alcune aree più frequentate. Le immagini vengono trasmesse in tempo reale alla centrale operativa posizionata all’interno del comando di Polizia Municipale. «L’utilità è doppia: prevenire i reati e aiutare le forze dell’ordine nell’individuare chi li compie» ha spiegato stamattina 7 febbraio nella conferenza stampa in sala consiliare il sindaco Gianfranco Cammilleri.

Una cerimonia alla quale hanno partecipato il questore Mario Caggegi, il commissario di Polizia Vincenzo Sullo, il comandante dei Carabinieri di Campomarino Arturo D’Amico, il responsabile della squadra anticrimine della Questura di Campobasso Domenico Farinacci, il comandante della Polizia municipale del paese Raffaele Intrevado, il consigliere regionale delegato del settore Cristiano Di Pietro, e il preside dell’istituto comprensivo Teodoro Musacchio.

«Le trenta telecamere installate si sovrappongono a quelle che già avevamo – ha spiegato il primo cittadino dopo quasi un’ora di attesa rispetto ai tempi stabiliti per la presentazione del progetto -. Consentiranno un intervento più efficace sia in termini di prevenzione che di intervento per le forze dell’ordine. Le telecamere sono collegate alla centrale operativa della Polizia Municipale, ma stiamo lavorando a una seconda centrale da realizzare nella caserma dei carabinieri per avere un intervento immediato anche di notte».

Le 31 videocamere, dieci delle quali verranno cablate in questi giorni, sono state piazzate all’esterno del municipio, della scuola del paese e in alcuni punti più “sensibili”, perché maggiormente frequentati. «In particolare sono a ogni ingresso e uscita di Campomarino» ha detto Cammilleri. Coperta anche gran parte del lido. La speranza è che servano da deterrente, o in alternativa da valido aiuto per le indagini, contro furti e rapine, in un territorio finito spesso nelle pagine di cronaca per gli assalti ai bancomat. «Ma anche contro lo spaccio, un fatto terribile specie se avviene vicino alle scuole» ha aggiunto il sindaco.

«Le telecamere sono un valore aggiunto notevole per garantire maggiore sicurezza ai cittadini» sono state le parole usate dal questore Caggegi. «Oltre alla videosorveglianza è importante però anche la condivisione della sicurezza grazie alla sorveglianza dei cittadini». A margine, il questore ha assicurato sulla tecnologia avanzata di cui dispongono le telecamere installate. «Sono capaci di distinguere la marca di sigarette contenute in un taschino a centinaia di metri di distanza» ha riferito.

Il consigliere Di Pietro ha fornito ulteriori dettagli sul progetto regionale da poco meno di 2 milioni e mezzo di euro che in questi mesi sta vivendo la fase finale, dopo anni di ritardi, con l’installazione di 503 telecamere in 11 paesi, mentre il prossimo via libera dopo questo e il primo di Riccia, avverrà presto ad Agnone. «Abbiamo un’economia di 250 mila euro – ha fatto sapere -. Aggiungendo una somma di altri 200mila euro circa, riusciremo a installare anche altre telecamere in paesi non compresi nel progetto iniziale. Lo stesso si potrà fare in luoghi particolarmente importanti come la diga del Liscione».

Su Campomarino, Di Pietro ha ringraziato «la ditta Siemens, la struttura e la direzione dei lavori. Questo è il primo sistema europeo che una regione mette in campo. Tutti i paesi, al termine delle installazioni, saranno collegati alla Questura in remoto e in diretta». Per il preside Musacchio «la scuola è il primo presidio del territorio. Se essa funziona, le ricadute sono positive per tutti».

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