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Depuratore del porto, iniziato lo spurgo del bypass. Poi sub all’opera sulla condotta rotta

I lavori di sistemazione della tubatura sottomarina con una perdita di reflui sono iniziati da qualche giorno e si stanno concentrando sullo spurgo della condotta "di riserva". Poi arriveranno i sub per la riparazione sott’acqua. Le operazioni dovranno concludersi giocoforza entro il 31 marzo, come disposto dal Gip della Procura di Larino nell’ambito dell’inchiesta sugli sversamenti di reflui.

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I lavori per rimettere in sesto la condotta sottomarina danneggiata alle spalle del depuratore del porto sono iniziati da circa dieci giorni. Lavori che per il momento non sono visibili, nel senso che vengano eseguiti internamente all’impianto fatiscente del porto e riguardano lo spurgo del bypass, la condotta di “riserva” che rilascia liquami depurati a una distanza di molto inferiore a quella rotta. L’intervento di spurgo è necessario perché quel bypass verrà utilizzato nel periodo in cui la tubatura sottomarina dovrà essere riparata e quindi sarà inutilizzabile.

La ditta Su Service srl, che per conto della Crea sta eseguendo i lavori, si sta concentrando su questa operazione preliminare così da operare poi sotto la superficie dell’acqua nelle prossime settimane riparando la falla che è al centro dell’inchiesta della Procura di Larino su sversamenti di reflui non depurati in mare. Il Gip aveva dato tempo sino a fine marzo per la riparazione.

Il Comune ha avviato una conferenza di servizi ottenendo mano a mano tutte le autorizzazioni necessarie per eseguire i lavori. Dopo quasi tre mesi di attesa da quella decisione di inizio novembre, il 18 gennaio scorso era arrivata l’ordinanza della Capitaneria di porto che dava via libera ai lavori. A breve quindi, come già avvenuto nell’estate 2016 si dovrebbe notare nuovamente il motopontone sistemato alle spalle del muraglione che separa il depuratore dalla scogliera, nel punto in cui è stata individuata la perdita.

Sarà eseguita in un secondo momento invece la manutenzione all’ingresso del depuratore, laddove poche settimane fa si è aperta una voragine di alcuni metri di diametro. Un buco provocato dall’erosione delle perdite dalle condotte che trasportano i reflui del Borgo vecchio e che ha letteralmente divorato il terreno sottostante. Le due falle, a quanto si apprende, non sono collegate.

Tuttavia la vicenda depuratore, spina nel fianco dell’Amministrazione termolese, potrebbe andare presto verso una seppur parziale soluzione. Il Comune conta di terminare entro febbraio la messa in funzione del modulo del Sinarca. Attualmente i lavori si sono attestati all’altezza della foce del torrente, dove gli operai stanno operando per il collegamento delle condotte che portano verso il lungomare. Dopo questi lavori, ci saranno i tempi tecnici per l’attivazione necessari per completare l’avvio dell’opera. Il che vorrebbe dire togliere una grossa mole di lavoro all’impianto del porto, nettamente vetusto e incapace di sopportare il carico di lavoro a cui è sottoposto.

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