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Scintille su manovra, poi l’Aula modifica la legge elettorale. Ma la data delle Regionali non c’è

Seduta fiume e ad alta tensione del Consiglio regionale sugli emendamenti presentati alle Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2018. E’ il caos sulle modifiche a Molise Acque, con il consigliere Ciocca costretto al ritiro dell’emendamento, e sui Consorzi di Bonifica: in quest’ultimo caso, la proposta dell’assessore Vittorino Facciolla viene approvato. Ma per protesta abbandonano l’Aula di via IV Novembre il centrodestra e gli esponenti del centrosinistra Scarabeo, Totaro e Petraroia. Alla fine passano le modifiche alla legge elettorale sulla soglia di sbarramento, sull’ineleggibilità e sull’incandidabilità dei consiglieri e, infine, sulla riduzione delle firme necessarie per presentare le liste e per il candidato presidente della Giunta regionale. Poco prima delle 23 la maggioranza dà il via libera alle disposizioni collegate alla manovra. Martedì 23 gennaio si torna in Aula per la legge di Stabilità.

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La data delle Regionali non è ancora ufficiale e non è certo che si voterà il 22 aprile. Ma è sicuro che ci saranno nuove ’regole del gioco’ per i candidati. Questa sera, intorno alle 22, il Consiglio regionale approva le modifiche alla legge elettorale regionale presentate dal governatore Paolo di Laura Frattura. La più importante riguarda l’abbassamento della soglia di sbarramento per le coalizioni dal 10 all’8%. Viene dunque definita meglio la spartizione dei seggi nell’assise.

Inoltre, vengono esplicitate le condizioni di ineleggibilità e incompatibilità dei candidati al Consiglio regionale: dalla prossima legislatura non sarà più necessario lasciare eventuali incarichi politici 90 giorni prima del voto. Un’altra novità importante viene introdotta per le sottoscrizioni necessarie per la presentazione delle liste e per la candidatura alla carica di presidente della Giunta regionale: vengono dimezzate. Da 1000 a 500 nel primo caso e dal 600 a 300 nel secondo.

E’ qui che si alza l’audience della seduta dell’assemblea di palazzo d’Aimmo. E’ stata una riunione fiume, come nel più classico dei copioni. Doveva iniziare alle 9.30 e invece è slittato nel pomeriggio l’inizio dei lavori in Consiglio regionale convocato questa mattina, 20 gennaio, dal presidente Vincenzo Cotugno. Lavori bloccati a causa dei numerosi emendamenti e sub-emendamenti presentati alle Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2018: 48 le modifiche previste. Alcune riguardano le leggi regionali: dallo status di Molise Acque al Piano casa, dal Registro tumori ai precari della sanità fino al Trasporto pubblico locale fino all’istituzione di una Commissione permanente per verificare i siti più inquinati del Molise (Castelmauro, Capoiaccio, Guglionesi e Venafro) e al Registro dei Tumori.

Sullo sfondo le ’chiacchiere’ e i malumori sulle candidature in Parlamento e in Regione che hanno messo in subbuglio la maggioranza: durante una sospensione dei lavori, nei corridoi del palazzo si sono sentite le urla del governatore Paolo di Laura Frattura. Un disappunto espresso – pare – contro alcuni consiglieri.

Non solo. Le tensioni tengono banco in Aula anche sulla modifica dello status di Molise Acque. In base ad un emendamento presentato da Salvatore Ciocca, diventerebbe «un ente pubblico non economico, dotato di personalità giuridica, di autonomia statutaria, organizzativa, amministrativa, patrimoniale, economia e di bilancio». E’ «un emendamento tecnico, per tutelare i lavoratori e consentire loro di percepire il tfr» spiega all’assemblea il consigliere regionale. Ma in Aula si scatena la rivolta di Niro, Scarabeo (che annuncia di autosospendersi dal Partito democratico) e della Lattanzio che chiede un’immediata riunione della maggioranza per confrontarsi sul tema. Ciocca, alla fine, sarà costretto a ritirare la modifica.

E’ il caos pure sull’emendamento presentato dall’assessore Vittorino Facciolla sui Consorzi di Bonifica e che provoca le proteste veementi del centrodestra e di una parte della maggioranza. «La legge di riforma dei Consorzi di Bonifica è ferma in commissione, non può essere presentata in questo modo in Aula, con un emendamento alla manovra di bilancio», il loro ragionamento. «E’ una riforma fondamentale, richiesta dalle associazioni di categoria», ribatte l’esponente della Giunta regionale.
Alla fine Iorio, Fusco, Cavaliere, Sabusco, Scarabeo, Totaro e Petraroia decidono di abbandonare l’assise per manifestare il proprio dissenso. Poco dopo lascerà il palazzo anche la consigliera Lattanzio.

Qualche polemica anche sulle modifiche alla legge elettorale regionale, quando Niro alza la voce e tuona: «Con quella nota il sottosegretario Bressa, che non ha competenze specifiche in materia ed è un esponente politico dello Stato, ha fatto un’invasione di campo rispetto ai poteri di un’assemblea legislativa». E poi «perchè per il Molise la soglia di sbarramento al 10% è incostituzionale e non lo è per Sardegna e Toscana? Mi rivolgerò agli organi competenti». Niro poi voterà contro le modifiche alla legge numero 20 assieme al Movimento 5 Stelle.


Poco prima delle 23 l’assemblea di via IV Novembre approva a maggioranza le disposizioni collegate alla manovra di bilancio. Dicono no Niro, Federico e Manzo. Martedì 23 alle ore 11 si tornerà in Aula: sul tavolo c’è la legge di stabilità.

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