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Il cimitero “scoppia”: troppi defunti e pochi loculi. Bare in “lista attesa” da tre settimane

La camera mortuaria del cimitero di Termoli è strapiena di bare, accatastate una sull’altra perchè nemmeno lì c’è abbastanza spazio. Sono in attesa della sepoltura, che in qualche caso viene rinviata dal dicembre scorso per assenza di loculi. Il cimitero della città adriatica, dove in questi giorni si procede alle esumazioni per "decorrenza di termini", scoppia, e i morti restano in "lista d’attesa". «Ma ora è stata trovata una soluzione, sabato saranno sepolti tutti, lo spazio è stato ricavato» spiegano dalla ditta che ha in appalto la manutenzione.

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Alcuni sono deceduti il 31 dicembre, altri all’inizio di gennaio. Non ancora seppelliti. Nel cimitero di Termoli mancano i loculi, e il risultato è che in questo periodo, segnato da un numero di decessi superiore alla media anche a causa dei malanni stagionali che sulle persone più anziane si trasformano in influenze killer, perfino per le bare esiste una lista d’attesa.
Nella camera mortuaria le casse funebri sono ben sei, fra cui una in zinco. Aspettano il rito pietoso della sepoltura da giorni e giorni. In un paio di casi da ben tre settimane, visto che si tratta di termolesi deceduti il 31 dicembre scorso e non ancora tumulati. Corone di fiori e codici identificativi accanto, anche per evitare che possano confondersi: lo spazio è esiguo, e gli operatori che custodiscono il cimitero grazie all’appalto del Comune le hanno sistemate una sull’altra, in una macabra piramide ben visibile dalla porta aperta, che spinge i visitatori a lanciare occhiate sconcertate all’interno.

Il problema è, appunto, la mancanza di spazi. Una urgenza che ha avviato l’iter per realizzare una nuova ala nel camposanto adriatico. Servirà tempo però, fra gare d’appalto e lavori. Anche per questo, lo scorso 9 gennaio, il sindaco ha emanato una ordinanza per invitare i parenti di 22 defunti i cui termini di legge per la sepoltura sono scaduti a provvedere alle esumazioni. Che sono iniziate, con tanto di operai in tuta bianca stile Ris al lavoro nella parte vecchia. «Abbiamo risolto – si affretta a spiegare uno dei responsabili della manutenzione anticipando la domanda – entro sabato le bare saranno tumulate». Alla fine, per ovvie ragioni, anche al cimitero vige il detto “levati tu che mi metto io”. Brutto da dire, ma abbastanza realistico da restituire appieno l’idea di quello che sta accadendo.

Né ci sono alternative alla estumulazione, visto che nella camera mortuaria le bare salgono di numero man mano che trascorrono i giorni. Il cimitero “scoppia”, e comincia a scoppiare anche la stanza preposta all’accoglienza temporanea dei defunti in attesa di sepoltura.

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