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A Roma col treno in poco più di 2 ore: 50 milioni di euro “per uscire dall’isolamento”

Il Cipe ha finanziato l’elettrificazione della tratta Campobasso-Roma con 50 milioni di euro che si sommano ai 30 già affidati a Rfi. L’annuncio dell’assessore ai Trasporti Nagni e del presidente Frattura nel giorno in cui Trenitalia comunica che dal 14 gennaio il diretto per la Capitale delle 8 e 35 non fermerà più al binario 20 bis che si trova a quasi un chilometro da Termini. Tra le altre novità la conversione della linea Termoli-Campobasso in una tratta per i turisti

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Risale al 2004 l’ultimo investimento su ferro quando la Regione Molise acquistò un minuetto. «Da allora non è stata avviata alcuna trattativa coi governi nazionali per attirare altre risorse. Ed è per questo che oggi annunciamo con una certa soddisfazione l’arrivo di ulteriori 50 milioni di euro per l’elettrificazione della tratta Campobasso-Roma».

A comunicarlo sono l’assessore ai Trasporti Pierpaaolo Nagni e il presidente della Regione Paolo Di Laura Frattura che in una conferenza stampa a Palazzo Vitale hanno mostrato l’ultima delibera Cipe (è del 22 dicembre 2017) che finanzierà la modernizzazione della ferrovia molisana «portandola – arriva a dire Frattura – finalmente fuori dal suo storico isolamento».

Le risorse per l’elettrificazione del capoluogo alla Capitale «che si aggiungono ai 30 milioni di euro già affidati a Rfi» dovrebbero collegare Campobasso con Roma in meno di due ore e mezzo.
«E’ questa la sfida da vincere entro il 2021» quando anche grazie all’acquisto di nuovi treni (già la delibera 54 del 2016 ha portato 15 milioni di euro per il materiale rotabile) – «si passerà dalla trazione a gasolio a quella elettrica».

Il primo risultato sarà la ‘dismissione’ del tristemente famoso binario 20 bis. «Una buona notizia – ha spiegato l’assessore Nagni – mi è stata comunicata proprio questa mattina da Trenitalia: dal 14 gennaio il treno swing in partenza da Campobasso alle 8 e 35 (arrivo a Roma alle 11.47 e quello in partenza da Termini delle 14.35) non fermerà più al 20 bis».
L’auspicio di Nagni e Frattura è che nel giro di pochi mesi tutti i treni potranno arrivare in stazione evitando ai molisani di dover percorrere più di mezzo chilometro a piedi e sotto intemperie di ogni genere per prendere il treno da Termini.

Ma la conferenza stampa è stata anche l’occasione per fare il punto sulla mobilità su ferro «sulla quale abbiamo puntato rinunciando al progetto impossibile dell’autostrada».

La cosiddetta metropolitana leggera – già finanziata con 23,5 milioni di euro per il primo lotto Matrice-Campobasso-Bojano – resta il segnale «inequivocabile» della volontà dell’attuale governo regionale di puntare sul trasporto su rotaia.
«Si è finalmente estinto il debito di 90 milioni di euro – ha ricordato il governatore Frattura – con Trenitalia per i canoni di servizio non pagati da chi ci ha preceduto». E poi ancora: il raddoppio ferroviario della Termoili-Lesina, i 30 milioni di euro per l’elettrificazione della linea Roccaravindola-Isernia. Novità importanti anche per il collegamento ferroviario tra Termoli e Campobasso. Premesso che nessuno investirebbe un centesimo su una linea tanto vetusta che comporta un dispendio di tempo enorme per i viaggiatori (1 ore a 45 minuti) «la tratta – ha precisato Nagni – non sarà dismessa ma trasformata, in particolare durante il periodo estivo, in una linea con finalità turistiche e non commerciali».

Una sorta di Transiberiana insomma per mostrare il paesaggio molisano ai turisti dall’interno della nostra regione all’Adriatico. «Mentre per i pendolari sarà potenziato il trasporto su gomma».

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