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Furto d’identità all’ex consigliere Maurizio Tiberio. Inchiesta sul web pure in Molise

Il coordinatore regionale di Idea vittima di un tentativo di distorsione. Ma il suo non è l’unico caso. La Polizia Postale che monitora la Rete sta vagliando una serie di denunce giunte anche da altri utenti e finora i casi accertati sarebbero almeno tre. Riflettori su Facebook, il social network più diffuso sul nostro territorio è - dunque - sotto l’attenzione non solo di milioni di utenti ma anche degli operatori della Postale, attenti a scovare pericoli e rischi per ognuno.

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Sostituzione di persona, furto di identità, utilizzo delle generalità di professionisti o personaggi famosi a scopo di frode o per riuscire ad avere contatti con un grande numero di persone. Sono questi i reati più diffusi su Facebook, oltre che i più fastidiosi per gli utenti.
E sono questi i reati di cui si può restare ostaggio senza volerlo. Come è accaduto a Maurizio Tiberio, ex consigliere comunale a Palazzo San Giorgi e oggi coordinatore di Idea, che ha affidato ad un lungo post proprio su Facebook il suo sfogo e il suo ringraziamento a chi gli è stato vicino quando ha scoperto di essere oggetto di un “furto d’identità”.

«Voglio ringraziare pubblicamente tutti gli amici – scrive Tiberio – che mi hanno sostenuto nell’affrontare lo spregevole episodio che mi ha visto vittima di un tentativo di estorsione attraverso un video modificato di frame sottratti illegalmente (ancora non si conosce in che modo), falso e becero ,diffuso da un mio falso profilo. Accompagnato dal mio avvocato Mariangela Di Biase, amica da sempre e professionista efficace e preparata, mi sono recato immediatamente, appena venuto a conoscenza dell’accaduto, presso la questura di Campobasso dove ho sporto denuncia verso ignoti. I funzionari della Polizia Postale, prontamente interventi, hanno immediatamente avviato tutte le iniziative che il caso richiedeva. Voglio sottolineare l’umanità, la professionalità e la competenza della Polizia di Stato».

Un episodio deplorevole del quale Tiberio, però non sarebbe l’unica vittima. Le indagini della polizia, infatti, sarebbero incentrate su almeno altri due casi oltre a quello che riguarda il coordinatore di Idea, ma i meandri della rete e tutte le trappole che questa nasconde allungano i tempi più del previsto.

Il social network più diffuso sul nostro territorio è – dunque – sotto l’attenzione non solo di milioni di utenti ma anche degli operatori della Postale, attenti a scovare pericoli e rischi per ognuno. La creazione di siti inneggianti all’odio razziale, alla violenza, ma anche l’ingiuria o l’offesa all’interno di un forum possono, infatti, essere alcune delle situazioni «negative» che possono accadere dentro una comunità virtuale.

Sicuramente la sostituzione di persona è il reato maggiormente diffuso, assicurano gli esperti. E spiegano: «Ci sono state molte denunce da parte degli utenti per diffamazione perchè è chiaro che la possibilità di ‘postare’ in gruppi determinati commenti può determinare fattispecie penali come l’ingiuria o l’offesa nei confronti della persona che ospita il commento oppure la diffamazione».
E recentemente il web viene sfruttato con messaggi anche da organizzazioni antagoniste per fini politici.

Un mondo complesso, quindi, quello della Rete, ricco di sfaccettature: in esso Facebook è una dimensione che attira la curiosità delle nuove generazioni, giovanissimi e non solo.

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