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Coprire i binari e spostare sottostazione, per le Ferrovie si può fare. Partono i tavoli tecnici

Esito positivo per l’incontro a Roma fra il sindaco Sbrocca e i vertici di Rfi per l’interramento della linea ferroviaria in città ed lo spostamento della sottostazione elettrica. "Massima disponibilità da parte dell’amministratore delegato - commenta il primo cittadino - e da parte dei tecnici, che verranno a Termoli per prendere visione direttamente della fattibilità della idea progettuale". A fine gennaio si inizia la fase tecnica con l’apertura dei tavoli. Per la città una rivoluzione sia dal punto di vista della attrattività, con la copertura dei binari e una piazza di collegamento per ricucire il centro, che della eocosostenibilità con la bonifica ambientale.

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Arriva un altro “sì”, che mette in altro tassello all’idea di coprire i binari della stazione ferroviaria di Termoli e creare una piazza per ricucire due parti della città vicinissime in linea d’aria ma separate da una viabilità oggettivamente complicata. Interrare la stazione e spostare la sottostazione elettrica del quartiere Sant’Alfonso, che finalmente sarebbe ripulito dalla principale fonte di inquinamento elettromagnetico e acustico.

Semaforo verde da parte dei vertici di Rete Ferroviaria Italiana: l’incontro che si è svolto ieri, 9 gennaio, a Roma tra il sindaco Angelo Sbrocca e i manager e i tecnici di Rfi è stato positivo.
«Sono soddisfatto di come è andata – le parole del primo cittadino – e dell’intesa che si è creata con i vertici di Rfi. L’intervento porterà a Termoli opere di riqualificazione e servizi per i cittadini, rendendo la città ecocompatibile e al passo con i tempi e la stazione più funzionale ed attrattiva».

Incontro positivo, dunque, dopo quello dello scorso novembre durante il quale l’amministratore delegato Maurizio Gentile si era detto oltremodo possibilista circa il progetto. E dunque via alla fase dei tavoli tecnici, che inizierà alla fine di gennaio per «verificare la fattibilità dell’opera sia da un punto di vista economico che ingegneristico». E per calcolare quanto tempo occorrerà per un intervento da milioni di euro che ambisce a un contributo importante dall’Europa, dove l’idea è stata selezionata e illustrata in una apposita commissione.

«Parliamo di tempi lunghi – avverte il sindaco con la sua abituale prudenza – ma la cosa importante è la disponibilità totale che abbiamo incassato anche per la divisione delle opere. Lo spostamento della sottostazione, che in termini concreti significa bonifica ambientale di un quartiere popoloso, è certamente fattibile anche in una fase iniziale, e apre a una ottima possibilità di sviluppo per Termoli».

Convintissimo della necessità che la stazione resti nel centro di Termoli(«le delocalizzazioni sperimentate altrove hanno comportato una perdita di volume passeggeri e strategicità dell’approdo ferroviario»), il sindaco si dichiara ottimista «anche se chiaramente ci troviamo in una fase d’esordio». Dopo la conferma del ministro Delrio, che il 9 agosto al Circolo vela aveva dato il suo assenso, e dopo la disponibilità di gentile, anche i vertici di Rfi hanno aderito all’idea. E i tecnici sono stati invitati a Termoli per verificare di persona la situazione e prendere atto della natura, delle dimensioni dell’opera e della sua pianificazione temporale. Parola d’ordine: concretezza. «Stiamo andando nella direzione giusta e sono certo che il progetto sia non solo fattibile ma indispensabile. Lavorando in sinergia e su più fronti – conclude Sbrocca – i tempi saranno abbattuti e le risorse reperite».

L’idea piace alla cittadinanza, inoltre, e finora – incredibilmente – non ha spaccato l’opinione pubblica. I commenti sembrano orientati in una unica direzione, quella dell’assenso alla ricucitura della città. Non solo spostare in una zona periferica la sottostazione (a carico di Rfi) ma anche interrare i binari e coprirli in modo da annullare la fenditura tra viale Trieste e via Dante è un intervento che sta incontrando il favore collettivo.

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