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Gli striscioni contro i tacchi dei vicini. “Una richiesta simpatica, ma abbiamo le ruote bucate” foto

Il caso di via Isole Baleari, che ha fatto il giro della città ed è diventato emblema di problemi condominiali. Parla l’autrice dell’inziativa, la donna che ha appeso lo striscione con la richiesta di usare le pantofole "perchè i vicini del piano di sopra sono troppo rumorosi e le richieste verbali non erano servite a nulla". Il giorno dopo la coppia ha trovato due ruote dell’auto forate. «Le abbiamo riparate, ma non ci ha fatto piacere - racconta la donna - Noi abbiamo chiesto solo un po’ di rispetto perchè mio marito si alza presto la mattina per lavorare. Pensa - aggiunge - che abbiamo sposato la camera da letto in sala per riuscire a dormire».

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Metti che ti ritrovi con gli inquilini del piano di sopra un po’ rumorosi. Metti pure che sono anziani e che, con il massimo rispetto per la loro età, chiedi di fare meno rumore di notte quando sei nel bel mezzo del sonno, prima di alzarti alle 4 o alle 5 del mattino perché il tuo lavoro richiede quegli orari. Ma se poi le risposte positive non arrivano, ti inventi un modo del tutto originale per ottenere qualche cambiamento. E se poi lo fai alla fine dell’anno e sul balcone di casa in una strada trafficata della città, non solo diventa l’augurio per i 12 mesi futuri, ma anche il “caso” cittadino che finisce sul giornale, quello di cui parlare a tavola durante il cenone.

Perché se c’è un modo per far sapere a tutti cosa pensi è quello di scrivere una frase ad effetto su un lenzuolo bianco a caratteri cubitali rossi e pure neri – perché così è sicuro che non passa inosservato – e attaccarlo al balcone di casa. Chissà quanti cittadini termolesi – e non solo – si saranno riconosciuti in quella dinamica signora che arriva da Cuba, modi gentili e accento simpatico, autrice dell’iniziativa, che ti accoglie a casa quando suoni al campanello per sapere di più di questa vicenda che ha tenuto banco a cavallo di Capodanno.

Già. Perchè l’unico modo per capire è chiedere. Secondo molti cittadini, infatti, quella donna ha fatto qualcosa di geniale lanciando un messaggio in una forma così simpatica e innocua. E invece si è ritrovata con le gomme dell’auto bucate.

«Prego, accomodati», afferma con il sorriso sulle labbra mentre spalanca la porta di casa al primo piano di via Isole Baleari, la strada balzata agli onori della cronaca venerdì 30 dicembre quando è apparso lo striscione che riportava: O Signore, fai che con il nuovo anno i miei vicini cambino le scarpe con tacchi con un paio di pantofole“.

Come ha fatto a pensarci?
«Perché abbiamo chiesto ai nostri vicini di casa che abitano al piano di sopra di fare meno rumore di notte quando si alzano e vanno in bagno».

Ma hanno i tacchi?
«Ma quali tacchi, sono anziani. Era un modo di dire, visto che usano le pantofole come se fossero tacchi pesantissimi».

E quindi?
«Quindi abbiamo chiesto al capocondomino di attaccare un cartello per fare in modo che venissero rispettati gli orari del silenzio nelle ore notturne, ma non è servito a niente».

E così ha scritto il primo striscione…
«Si, l’ho attaccato venerdì 30 dicembre nel pomeriggio. Lo hanno visto in tanti e qualcuno ha anche scattato le foto. Pensa – aggiunge il marito – che abbiamo dovuto anche spostare la camera da letto in sala proprio qualche giorno prima perchè non riuscivamo a dormire a causa dei rumori».

Poi però ne è comparso un altro, il 1° gennaio. Con un testo molto più “grave”, che diceva: La soluzione non è bucarmi le ruote della macchina. La soluzione è semplicemente usate le pantofole“.

«Sì, esatto».

Ma era un modo di dire anche questo o le hanno bucato davvero le ruote dell’auto? «Nella notte tra venerdì e sabato ci ha suonato un commerciante che abita di fronte a noi, per dirci che aveva notato le ruote del lato destro dell’auto forate. A mio marito – aggiunge – la macchina serve per andare a lavorare. Per fortuna questo commerciante nostro amico ci ha aiutati a ripararle, ma quando mio marito è tornato dopo qualche ora, pronto per il lavoro, una ruota era a terra. Così eravamo punto e a capo. Fortuna che il nostro amico che ha un negozio qua di fronte lo ha accompagnato a lavoro. Poi mi ha anche aiutato a portare l’auto dal carrozziere per riparare i danni».

Ed è spuntato il secondo striscione…
«Si, per raccontare come era andata. Ci siamo rimasti male per le gomme forate, non abbiamo prove che l’abbiano fatto loro, ma è successo proprio dopo che era spuntato lo striscione».

Sapete che questa storia con relative foto ha fatto il giro della città e pure del Basso Molise?
«Si lo sappiamo, ma io l’ho fatto per sorridere, non volevo di certo essere maleducata. Rispettiamo tutto e tutti e abbiamo diversi amici da quando abitiamo qui, come il signore al piano di sotto che ci regala zucca, verdura e frutta ottima dal suo orto. (E in effetti sale e suona al campanello con in mano un altro dono). A Cuba mi hanno insegnato che se chiedi le cose con educazione ottieni delle ottime risposte. Qui, invece, non sempre funziona così».

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