Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

Nessun nato, ma a San Silvestro 11 morti in ospedale. Bare anche in corridoio e in sala autopsia

Non era mai accaduto di vedere un obitorio così affollato l’ultimo giorno dell’anno. Il 2017 ha chiuso con ben 11 decessi nell’ospedale San Timoteo e, per beffa del destino, il 2018 ha aperto senza nessun nuovo nato nella stessa struttura sanitaria. Le sei camere mortuarie dell’obitorio, ricavate dopo i lavori di adeguamento e ampliamento, sono bastate per appena le metà delle bare. le altre sono state giocoforza sistemate nella sala autopsia e in corridoio. Stessa situazione nel cimitero di Termoli, dove sono ancora diversi i defunti in attesa di sepoltura nella camera mortuaria.

Più informazioni su

Non era mai accaduto di vedere così tanti morti in così poche ore. Mai, fino al 31 dicembre scorso. Data che all’obitorio del San Timoteo di Termoli ricorderanno non solo perché è stato l’ultimo giorno di un anno complicato e pieno di “emergenze camere ardenti”. L’anno in cui, complice la chiusura del Vietri di Larino, i defunti in corsia sono raddoppiati. E anche l’anno in cui è stato di fatto raddoppiato l’obitorio, passato da tre a sette camere ardenti.

Ma cosa ci fai con sei camere ardenti se le bare sono undici? Un record quello toccato il giorno di San Silvestro, che ha lasciato interdetti operatori e familiari. Undici, appunto, i defunti in ospedale approdati, dalla mattina alla sera, in obitorio. Tutti anziani, ricoverati nel reparto di medicina, prevalentemente. Deceduti per patologie legate all’età e a situazioni cliniche compromesse.

Sistemare undici bare in sette camere mortuarie è una impresa impossibile, anche a non voler far valere la matematica ma un principio di buon senso. Una camera ardente è un luogo di silenzio e preghiera in cui vegliare il proprio caro aspettando l’arrivo del carro delle onoranze funebri per il funerale, e quindi la sepoltura. Piazzare due bare nella stessa stanza diventa, va da sé, una operazione che smentisce l’obiettivo stesso della camera ardente. E infatti, per rispetto dei morti e delle famiglie raccolte attorno, non è stata messa in pratica. Inevitabile perciò sistemare le bare altrove. Per esempio in corridoio, con altarini di fortuna e come già accaduto un anno fa, quando in obitorio le camere erano solo tre i defunti “contemporanei” erano sei. Ma in questo caso nemmeno il corridoio è stato sufficiente, e le bare sono finite perfino nella sala autopsia. «Che altro si poteva fare?» dicono in obitorio. «Lo spazio è questo, non c’erano alternative».

Parenti e amici si sono dovuti rassegnare a una veglia di fine anno ancora più dolorosa di quanto la morte di una persona cara a poche ore dai botti che salutano l’anno nuovo comporti. Ma tant’è. Ed è esattamente quello che è accaduto il 31 dicembre.

Una data record, che racconta anche il divario sempre più grande tra nati e morti a Termoli. Perché, mentre l’obitorio si affollava, il reparto di pediatria, qualche piano sopra, restava desolatamente vuoto. Nessun bambino è nato la prima notte dell’anno, né è nato il giorno successivo, 1° gennaio. Giorno in cui, al contrario, sono decedute altre persone. Col risultato di intasare anche la camera mortuaria del cimitero comunale cittadino, dove le bare in attesa di tumulazione erano troppe, almeno a fino a ieri.

Più informazioni su