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Saldi “veri” per battere il web. Dritte a consumatori e commercianti: “Organizzatevi”

Il presidente della ConfCommercio Molise Paolo Spina analizza la spesa dei residenti per i prossimi saldi che partiranno venerdì 5 gennaio. «Si cercherà di battere la concorrenza del commercio online dove gli acquisti si fanno tutto l’anno, ma non sempre sono vere offerte e veri affari. I commercianti - continua con un consiglio - dovrebbero fare rete per fidelizzare i clienti, farli sentire a casa e incentivarli a tornare nei loro negozi di città attraverso promozioni, sconti e varie iniziative in modo da mettere in moto il commercio cittadino e far circolare il denaro nel territorio». Tra i maggiori settori, l’abbigliamento e la tecnologia sono ai primi posti per gli attesi prezzi stracciati. «Le famiglie - aggiunge in conclusione - compreranno ciò di cui hanno bisogno, oggi si acquista per una vera esigenza».

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Cinque giorni dopo l’inizio del nuovo anno partiranno anche in Molise i saldi. Per la stagione invernale degli sconti, l’auspicio è di battere la concorrenza della vendita online, dove i grandi colossi del commercio sul web registrano sempre i grandi numeri, tutto l’anno. «L’ambizione è questa – commenta il presidente della ConfCommercio Molise Paolo Spina – gli acquisti online rappresentano un fenomeno non arrestabile che riguarda anche il Molise e i commercianti ne risentono. Bisogna anche poi sottolineare e ricordare – aggiunge – che non sempre quando si scelgono prodotti sul tablet, sul computer o sullo smartphone si fanno acquisti ottimi, non sempre si tratta di affari. Molto spesso gli stessi prodotti si ritrovano con il prezzo aumentato del 100 per cento rispetto a quelli dei negozi, ma si gioca sull’asta e quindi si finisce per acquistare anche a cifre alte, visto che è tutto controllato da un algoritmo».

Difficile fare una stima di quanto i molisani, tra la zona del capoluogo di regione e la città adriatica, spenderanno nelle settimane dei ribassi. «Perché sono cifre su cui bisogna lavorare per bene – aggiunge il presidente Spina – ma possiamo confermare il dato pubblicato sulla base di riscontri precisi dalla ConfCommercio nazionale che parla di 330 euro a famiglia, con un movimento di 5,2 miliardi di euro».

L’attesa è da ambo le parti: commercianti da un lato e consumatori dall’altro. Per l’uno si tratta di rialzare il trand delle vendite, che ha toccato buoni riscontri solo nel periodo natalizio, per l’altro invece si tratta di portare a casa a buon prezzo prodotti e oggetti di cui hanno davvero bisogno. «Il cliente acquista solo prodotti di cui sente l’esigenza. Prima invece – continua Spina – si comprava solo per puro consumismo, come accadeva 15 anni fa. E poi si deve parlare di consumatori, non di clienti e bisogna dare a loro maggiore attenzione».

Come? «Con soluzioni: i commercianti delle città devono fare rete, organizzarsi tra di loro e programmare un’azione in cui ci siano delle iniziative concrete che portano nelle attività i clienti per spendere. Ad esempio, acquisti in un negozio di abbigliamento e ottieni un buono sconto o dei punti da utilizzare nella profumeria vicina. Ma bisogna lavorare su questa iniziativa, perchè serve un’idea vera per fare una catena tra attività, una sorta di grande centro commerciale con più punti per fare in modo che il cliente si fidi del commerciante e si senta a casa, perchè vuole essere consigliato negli acquisti visto che spende del denaro».

E questo discorso non si limita solo ad alcuni periodi dell’anno. «Si possono allargare le promozioni anche ai mesi estivi. Quando con gli acquisti in determinati negozi si possono ottenere delle promozioni nelle attività balneari, ad esempio. Abbiamo fatto anche degli incontri nel corso del 2017 nelle varie città indirizzate ai negozianti. L’impegno c’era e le potenzialità del progetto di rete erano state comprese e colte, ma quando si torna in negozio si pensa alle cose quotidiane e si rimanda il tutto a domani. Ma poi il domani passa e passano anche gli anni», conclude Spina. (Elb)

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