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Circolo nel mirino, nella notte tagliati i gommoni della scuola vela. Danni da migliaia di euro foto

Ignoti hanno distrutto i tubolari di tre gommoni a motore del circolo "Mario Cariello", utilizzati per dare assistenza ai giovani atleti della scuola vela. Più che un atto vandalico, si è trattato di un’intimidazione o un dispetto, ma dalla struttura di via Rio vivo nessuno riesce a dare una spiegazione di quanto accaduto. Il presidente Maurizio Dicenso è andato in caserma per denunciare l’accaduto. Il danno a ammonta a una cifra fra 7-8 mila euro e comporterà lo stop momentaneo agli allenamenti in mare.

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Chi ha tagliato in più punti i tubolari di tre gommoni del circolo “Mario Cariello”, praticamente distruggendoli e rendendoli inutilizzabili al loro compito di assistenza per i giovani atleti della scuola vela di Termoli, non è un semplice vandalo. Quanto successo nella notte scorsa nella rimessa all’aperto del circolo è più un’intimidazione o quantomeno un dispetto, senza una logica plausibile e soprattutto con un danno da svariate migliaia di euro di danni.

È stato il custode della rimessa, sul lato che guarda verso il porto rispetto alla sede del circolo “Mario Cariello”, ad accorgersi stamattina 2 gennaio che i gommoni erano stati danneggiati. «Sono arrivato alle 9, ho visto i gommoni afflosciati. All’inizio ho pensato che qualcuno li avesse sgonfiati, poi mi sono avvicinato e ho capito». Ha avvisato gli altri soci, il presidente Maurizio Dicenso. Qualcuno è giunto sul posto e ha constatato il fattaccio.

«Hanno tagliato sotto e ai lati, in modo tale da renderne impossibile la riparazione. È stato fatto apposta per creare un danno alla scuola vela, più che al circolo in generale». Tant’è che i tre gommoni danneggiati, usati per la sicurezza dei ragazzi che fanno le gare o le esercitazioni, danneggiati, uno grigio, un altro arancio e il terzo biancoblù, sono quelli motorizzati da 4 metri circa di lunghezza. Un altro, posizionato poco distante e deputato al semplice supporto e altre mansioni, è stato risparmiato dalla furia degli ignoti responsabili.

Il danno è ingente. «Sostituire i tubolari può arrivare a costare sui 2mila euro per gommone. Comprarne di nuovi poco di più, fra i 2500 e i 3mila euro per ogni mezzo» dicono dal circolo, dove la rabbia si mischia all’amarezza. «Chi può aver fatto una cosa del genere? Non si spiega, non ha senso. Che persona è quella che fa una cosa simile? A rimetterci sono i bambini, loro non potranno allenarsi, dopo le feste dovevamo ricominciare».

La frustrazione è anche quella di chi è genitore e sa che il proprio figlio non potrà allenarsi per colpa del dispetto o dell’intimidazione di qualcuno. «Ogni volta che organizziamo un evento, c’è qualcuno a cui dà fastidio. Chi la pensa così è moralmente responsabile». Frustrazione che cresce quando si pensa che «entrare dal cancelletto che non ha lucchetto o scavalcare dev’essere stato pure semplice. Poi col buio nessuno avrà visto nulla. E questo punto della rimessa non viene ripreso dalle telecamere, che qui non arrivano».

Il presidente del circolo, Maurizio Dicenso, si è rivolto ai Carabinieri per sporgere denuncia contro ignoti. Al momento pare davvero ardua arrivare a scoprire i responsabili. Anche perché non si sa bene che pista seguire. Quella dell’intimidazione da parte di qualcuno che ha interessi affinché il circolo debba sostenere una spesa così ingente, probabilmente in poco tempo? Oppure quella più banale di un dispetto folle da parte di qualcuno che ritiene di aver subito un torto dalla società di vela? Domande che al momento non trovano una risposta sensata.

Intanto una denuncia molto forte sull’episodio arriva da Salvatore Di Francia, ex socio, padre di un’atleta che frequenta il Circolo e consigliere comunale Pd. «E’ vergognoso, barbaro e inqualificabile quello che è accaduto – commenta, anticipando che in un eventuale procedimento contro i responsabili si costituirà parte civile – quei gommoni servivano ai ragazzi, senza non è possibile entrare in mare. È un danno enorme, che va oltre il danno materiale, pure ingente. Mi auguro che si scopra l’autore di un’azione così vile». (SdL)

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