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Gioventù bruciata dalle droghe sintetiche: “Dipendenze e disturbi della personalità”

Da circa un anno la Comunità “La Valle” di Toro è stata trasformata con apposita delibera regionale in Comunità terapeutico-riabilitativa per “doppia diagnosi”: accoglie i ragazzi affetti da disturbi psichici causati dall’abuso di sostanze sempre più spesso sintetiche. Padre Lino: “L’eroina è una droga maledetta che crea dipendenza inquietante ma le sostanze sintetiche sono capaci di effetti devastanti spesso con danni irreversibili perché annientano le capacità cerebrali”. Nella sua struttura ci sono 14 giovani con “doppia diagnosi”, quasi tutti molisani. Prima si recavano fuori regione per tentare l’ultima speranza, oggi ci provano da qui, un angolo di mondo dove tentato di riappropriarsi della propria vita.

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Da Comunità pedagogico-riabilitativa a Comunità terapeutico-riabilitativa. Trasformazione, fra l’altro, prevista dal Programma operativo straordinario 2015-2018 nell’ambito del riequilibrio “ospedale-territorio”; e che è stata protocollata dal commissario ad acta Palo Frattura un anno fa.
In sostanza, la comunità “La Valle” di Toro oggi è l’unica struttura in Molise e dintorni che accoglie “ospiti portatori di doppia diagnosi”.
Questo, in termini tecnici.

Nella sostanza significa che chi bussa alla porta della struttura voluta da Padre Lino Iacobucci è sempre più spesso affetto da disturbi psicopatologici associati a comportamenti di abuso di sostanze psicotrope. Sono ragazzi in cui vi è una storia di dipendenza che si accompagna ad uno o più disturbi psichiatrici e di personalità.

E questa per il Molise è una novità. Ma non lo è per lui, per padre Lino che invece di quanto fosse urgente trasformare la sa struttura in qualcosa di più specifico e settoriale lo aveva percepito già anni fa quando “ho iniziato ad intravedere cambiamenti anche nel mondo della tossicodipendenza. I ragazzi che arrivavano da noi non avevano bisogno soltanto di disintossicarsi dalla sostanza e ritrovarsi, spesso c’è molto di più”.

Perché? “Perché le droghe cambiano – spiega Padre Lino – . Sempre più spesso i giovani fanno uso di sostanze di cui non conoscono neanche la composizione chimica. Il mercato produce quotidianamente nuove droghe sintetiche, sono queste che ‘bruciano’ tutto ciò che un cervello sano produce. E quindi causano frequentemente danni irreversibili”.

A Toro, sono in cura 14 ragazzi “molti giovanissimi – dice ancora – ma anche più grandi, provati da un mix di consumi che ha riguardato ogni tipo di sostanza. Non sono ottimista, ho visto tante cose durante la mia esperienza e purtroppo l’iperbole non accenna a quietarsi”.
Il servizio opera nell’ambito del Servizio Sanitario nazionale, pertanto collabora strettamente con i Servizi Pubblici per le Dipendenze del territorio di origine unitamente ai referenti dei Dipartimenti di Salute Mentale. “Nella nostra struttura ci sono due psicologi clinici, uno psichiatra, un assistente sociali, diversi operatori, un medico specialista in dipendenze”.


L’obiettivo di riferimento è legato come sempre al raggiungimento, da parte di questi giovani – perlopiù tutti molisani (“perché prima si recavano fuori regione oggi invece l’aiuto lo trovano fortunatamente in casa”) – di uno stato di maturità e autonomia.
Il processo, partendo dal counseling individuale, si sviluppa attraverso l’attivazione di un protocollo clinico per la valutazione del trattamento integrato, quale obiettivo a breve termine e continua in itinere con la costruzione di spazi e legami volti al superamento delle difficoltà di comunicazione e relazione con l’altro da sé, implementando così, la definizione di un nuovo ruolo e riducendo l’aggravamento e la cronicizzazione dei disturbi psico-patologici. A lungo termine gli obiettivi sono mirati al raggiungimento di un buon grado di autonomia nonché reintegrazione nel socio-ambiente tramite la rete territoriale ed il tutoraggio sino allo svincolo dalla struttura.


La corretta individuazione diagnostica di disturbi psichiatrici e di personalità, concomitanti all’uso di sostanze psicoattive è indispensabile per individuare un opportuno trattamento farmacologico e psico- psichiatrico che consideri adeguatamente la specificità di ogni problematica pertanto l’indagine psico- diagnostica è costituita da un monitoraggio continuo che si avvale dei colloqui psichiatrici e di una vasta gamma di misurazioni (questionari, test, re-test, scale di valutazione e test psicologici).

La Comunità di Padre Lino è un piccolo angolo di mondo, dove arrivano coloro che del mondo per i motivi più disparati hanno scelto di svincolarsi da quel mondo di normalità considerato però da loro estraneo.
E’ un angolo di mondo, dal quale nel mondo si può tornare a vivere.
CN

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