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Schiaffi, calci e pugni alla compagna davanti alla figlioletta per i soldi della droga: fermato

Allontanamento da casa e divieto di avvicinarsi ai familiari per un 32enne termolese. L’uomo, secondo la ricostruzione degli inquirenti che il giudice di Larino ha condiviso emanando la restrizione, aggrediva e picchiava la compagna davanti alla figlia di 5 anni, cacciandola di casa in piena notte quando lei si rifiutava di dargli il denaro per acquistare stupefacenti. "Sofferenze fisiche e continue umiliazioni morali": gli agenti di Polizia hanno indagato sulla vicenda scoprendo un nuovo inferno domestico.

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Minacciava la compagna per avere i soldi con cui comprare droga. E per avere quel denaro la sottoponeva a ogni tipo di violenza fisica e psicologica anche davanti alla figlia di cinque anni, con calci e pugni. Era arrivato addirittura a cacciarla di casa in piena notte, dopo averla gonfiata di botte perché si rifiutava di consegnargli i soldi per comprare lo stupefacente.

L’ultima storia di maltrattamenti in casa e in famiglia arriva proprio da Termoli e ieri sera, mercoledì 27 dicembre, l’autore è stato raggiunto dai poliziotti del commissariato di via Cina. Per il 32enne della cittadina adriatica è arrivato il provvedimento di allontanamento dalla casa in cui abitano la donna e la figlia, e il divieto di avvicinamento ai familiari. Si tratta di una misura cautelare richiesta dalla Pm della Procura di Larino Marianna Meo e emessa dal Gip del Tribunale. Per gli inquirenti infatti, il pericolo che potesse tornare a picchiare la donna e a farle del male è stato il motivo per cui è scattata la decisione di allontanarlo dall’abitazione e vietargli di incontrare la compagna e la bambina.

Dopo le indagini condotte dai poliziotti che hanno approfondito la vicenda, sono arrivate le misure restrittive nei confronti dell’uomo. Quel desiderio di drogarsilo aveva portato a diventare violento nelle mura di casa, senza fermarsi nemmeno davanti agli occhi della bambina. Alla sua compagna si rivolgeva con offese, ingiurie e poi schiaffi e pugni. Dolore fisico e dolore psicologico, con continue umiliazioni morali.

Si tratta dell’ultima vicenda di violenza domestica, dopo l’episodio che ha coinvolto, secondo l’accusa, una 25enne prima picchiata, con calci e morsi, e poi costretta a rapporti sessuali da un coetaneo per cui si erano aperte le porte del carcere di Larino.

In questo nuovo caso situazione ancora più grave, come riferito dagli agenti del Commissariato al pubblico ministero, perchè quando la donna si opponeva a quella richiesta insistente di soldi per acquistare stupefacenti, il 32enne la aggrediva con schiaffi e spintoni fino addirittura a cacciarla di casa in piena notte, dopo averla umiliata e picchiata. A partire da ieri sera, per lui sarà impossibile avvicinarsi alle due, altrimenti sarà rinchiuso in carcere.

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