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Antonio Federico scommette sulla Presidenza della Regione: “Noi pronti per governare”

I sondaggi li danno come primo partito non solo in Italia ma anche in Molise. Fatto questo che accende la speranza per il Movimento 5 Stelle molisano. "Siamo consci che potremmo andare a governare questa Regione. - dichiara il consigliere regionale Antonio Federico - Dipende solo da noi". Candidature che saranno fatte dagli iscritti al movimento attraverso la piattaforma online Rousseau ma "qualora avessimo la maggioranza di Governare, il nostro esecutivo potrebbe essere composto da professionisti provenienti dalla società civile".

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Antonio Federico è uno dei due portavoce del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale. Candidato alla carica di Presidente della Regione per la prima volta nel 2011, è stato eletto nel 2013 (dopo il ricorso al quale sono seguite nuove elezioni) tra i banchi dell’opposizione. Allo scadere dei cinque anni di governo e alla vigilia delle nuove elezioni, non ha dubbi: il punto più oscuro della legislatura, sostiene, è stata «la gestione del settore sanitario». Mentre la cosa migliore fatta da Frattura, dice ancora, è «aver ridato chiarezza ai bilanci regionali».

Per quanto riguarda il Movimento, invece, Federico ha una certezza: il 2018 potrebbe essere la prima volta in cui i 5 Stelle andranno al Governo. «Sentiamo che c’è questa possibilità e spetta a noi saperla coglierla andando a convincere chi si è allontano dalla politica con le nostre idee e il nostro programma, rimettendo al centro gli interessi comuni».

Che idea si è fatto di questo tira e molla tra Patriciello, il centrosinistra e il centrodestra?
«Sinceramente è un dibattito che non mi appassiona e non mi interessa perchè, come è successo 5 anni addietro, sino all’ultimo momento è possibile fare e disfare alleanze. Giochi di potere che non ci riguardano. In questo periodo più che pensare alle faccende di altri sia io che il movimento siamo concentrati a finire bene questa legislatura e a prepararci per la prossime consultazioni elettorali, il cui esito sarà decisivo per il futuro di questa regione».

Secondo lei cosa ha caratterizzato negativamente questa legislatura?
«Sicuramente la gestione della sanità regionale. E’ stato, secondo me, il punto più basso dell’intera legislatura: il piano sanitario regionale, il rapporto privilegiato con la parte privata e convenzionata del settore, hanno portato la sanità ai minimi termini, creando disagi ovunque e a chiunque. Ai cittadini in primis ma anche agli operatori del settore. Si poteva e bisognava fare meglio».

Un merito, invece, che riconosce all’amministrazione Frattura?
«Sicuramente i conti, il bilancio regionale, sono stati indirizzati e inquadrati in contesto di maggiore chiarezza e con un minimo di solidità maggiore. Ricordo a inizio mandato quando una relazione del Mef -Ministero dell’economia e finanza – che faceva letteralmente le pulci alla passata gestione, quella di Michele Iorio. Una situazione drammatica sotto il punto di vista economico dell’ente. Oggi la situazione è migliorata».

Secondo i sondaggi correte davvero il rischio di andare a governare, di essere maggioranza. Lo sa?
«E’ un rischio piacevole da correre, e qualora si concretizzasse sarebbe un onore e un onere».

Come pensate di convincere la maggioranza dei molisani a farvi votare?
«Noi dobbiamo pensare solo a noi stessi e convincerli che non devono avere paura del nuovo, anche perchè non siamo più un fenomeno passeggero, come in tanti ci avevano dipinto, ma una realtà politica ben solida».

Su cosa punterete, quali i cardini del vostro programma?
«Sanità, infrastrutture e lavoro. Questi saranno gli assi portanti del nostro programma in campagna elettorale e di Governo. Detto che la sanità deve tornare a essere a prevalenza pubblica, il Molise ha un urgente bisogno di infrastrutture adeguate per migliorare e crescere, e di dare speranze a garanzie lavorative a chi decide di continuare a vivere qui».

Sarà lei il candidato Presidente del Movimento o vi aprirete a esterni?
«Questo lo decideranno gli iscritti nel voto online attraverso la piattaforma Rousseau, creata apposta. Per essere un candidato del 5 Stelle bisogna essere iscritti al Movimento stesso, altrimenti è impossibile gareggiare nelle nostre consultazioni interne».

Quando le farete?
«Siamo in ritardo per via dell’approvazione della legge elettorale regionale che ha modificato il numero dei collegi e di conseguenza si è dovuto fare qualche aggiustamento tecnico al programma. Ora è tutto pronto. Spero che entro i primi giorni del nuovo anno il Movimento 5 stelle abbia non solo il nome del candidato Presidente ma anche quelli dei candidati che saranno i primi ad essere scelti. Tra loro poi verrà indicato il nome del candidato Presidente».

Comunque non vi aprirete a nomi non del Movimento?
«Per le candidature abbiamo delle regole da rispettare ma, come in questi giorni va ripetendo Luigi Di Maio, potremmo, qualora i cittadini ci dessero la possibilità di governare, formare un esecutivo con dei professionisti provenienti dalla società civile. E, così come per i candidati, spero e mi auguro che anche la squadra di governo sia pronta a breve».

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