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L’allarme del comandante: “A rischio viaggi per Tremiti”. Dragaggio, ormai ci siamo foto

Il comandante della Capitaneria di porto di Termoli scrive alla Regione per sottolineare l’urgenza di iniziare i lavori di ripulitura del fondale del porto di Termoli. «Negli ultimi mesi la situazione è peggiorata. Se non si interviene già a primavera si rischia di non poter garantire il collegamento fra Termoli e le isole Tremiti». Avviata altra campagna di rilevamento mentre dalla Regione assicurano che le operazioni dovrebbero partire a breve, forse appena dopo Natale.

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Basta rinvii, altrimenti Termoli-Tremiti sarà tabù per le navi da trasporto di merci e persone. È il succo di quanto scritto da Sirio Faè, comandante della Capitaneria di porto di Termoli, alla Regione Molise, in una lettera in cui definisce il dragaggio del porto della cittadina adriatica molisana «improcrastinabile e indifferibile». E a quanto pare l’ente regionale ne è consapevole, dato che le operazioni più volte rimandate dovrebbe partire nelle prossime settimane, forse con l’inizio del 2018.

Condizionale d’obbligo per un intervento già rimandato diverse volte e con oltre un anno di ritardi rispetto alla tabella di marcia scandita dal bando regionale. Ma di mezzo c’è stato un ricorso al Tar respinto e la solita pachidermica burocrazia che incatena l’Italia intera. Adesso pare cosa fatta. «Dalla Regione mi hanno fatto sapere che manca solo un parere della Soprintendenza. Questione di giorni». Se non dovessero esserci intoppi, ecco che finalmente la ditta “La Dragaggi” di Chioggia potrà mettersi al lavoro.

E dovrà farlo con celerità, visti i rischi che si corrono e che il numero uno della Guardia Costiera di Termoli ha rimarcato alla Regione. «Ho sottolineato che è sempre più necessario il dragaggio. Il processo di insabbiamento infatti non si arresta, ma continua. Per questo stiamo già effettuando un’altra campagna di rilevamento dei fondali, dopo averla fatta sei mesi fa. In particolare andremo a vedere la situazione della canaletta di ingresso che è il punto più delicato. Bisogna capire se dovremo imporre dei limiti differenti. Nel caso in cui i limiti di pescaggio non siano compatibili con le navi che collegano con le isole Tremiti dovremo imporne di nuovi, anche se non credo adesso sia così. Solo che occorre intervenire».

Nelle scorse settimane sono stati effettuati anche i carotaggi nei fondali, così da stabilire la morfologia e la composizione del terreno che andrà rimosso e poi smaltito altrove. «Quello fa parte dell’attività preliminare del dragaggio – precisa il comandante, che poi sottolinea un fattore importante -. Tutta l’attività dovrà essere conclusa entro giugno, ma la ditta ha bisogno di 120 giorni lavorativi per completare l’operazione».

Cosa cambierà per le navi che frequentano il porto termolese durante il periodo dei lavori? «La navigazione verrà disciplinata con un’ordinanza per regolamentare l’ingresso e l’uscita dal porto ed evitare problemi. Ma già da subito, appena inizierà il dragaggio, le navi ne trarranno beneficio, perché la parte più sensibile è proprio quella della canaletta di ingresso».

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