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I No Tunnel trovano un alleato inaspettato. Di Giandomenico: “Fate il referendum”

A sorpresa e dopo anni di silenzio sulla questione, l’ex sindaco Remo Di Giandomenico interviene in veste di commissario dell’Azienda autonoma di soggiorno e turismo chiedendo che «si faccia il referendum. La parola passi ai termolesi che così si esprimeranno sulla infrastruttura che divide la città». Per l’attuale consigliere di minoranza «è l’unico strumento che metterebbe fine alle polemiche».

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Ha atteso la conclusione della conferenza di servizi decisoria per prendere posizione. Non sull’opera, quanto sulle polemiche. Quello di oggi è un parere autorevole e per quanto espresso un po’ inaspettato. Remo Di Giandomenico, ex sindaco di Termoli, interviene come commissario straordinario dell’Azienda autonoma di soggiorno e turismo sulla questione tunnel. «Adesso si faccia il referendum, la parola passi ai termolesi che così si esprimeranno sulla infrastruttura che divide la città».

Chissà se quelli del comitato No Tunnel, in gran parte semplici cittadini o esponenti di partiti e movimenti antisistema di potere avrebbero mai immaginato di trovare un alleato così nella loro lotta per fermare l’opera di riqualificazione urbana del centro. Proprio lui, ex sindaco e parlamentare di centrodestra, oggi consigliere comunale di minoranza silente e numero uno dell’Aast che una settimana sì e l’altra no si presenta in conferenza stampa con il Governatore Frattura, oggi prende le parti del comitato civico fermo oppositore del progetto sostenuto dall’Amministrazione Sbrocca.

Ma si sa, le battaglie civiche non hanno colore politico. D’altronde Di Giandomenico, pur senza affermarlo apertamente, non ha mai detto di essere contrario al tunnel, rimarcando come l’opera fosse prevista nel Piano regolatore generale adottato nel 1972. Quarantacinque anni dopo il tunnel potrebbe vedere davvero la luce. Ma non dovrebbe farlo prima, secondo l’ex primo cittadino, di chiedere l’opinione dei termolesi. «La consultazione – queste le sue parole in un breve comunicato stampa a nome dell’Aast – è l’unico strumento che può mettere fine alle polemiche in corso. I termolesi alla fine sceglieranno se condividere o meno un progetto che cambia notevolmente il volto delle aree del centro storico».

Chissà che questo autorevole parere non abbia un qualche significato politico e finisca per influenzare anche il consiglio comunale, quando e se la seconda richiesta di referendum dovesse trovare risposta nell’apposita commissione referendaria che tanto sta facendo penare gli oppositori dell’opera.

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