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A San Giuliano di Puglia centro accoglienza per migranti. E’ ufficiale, ospiterà 250 profughi

La conferma arriva dalla Regione Molise che commenta con soddisfazione tramite il presidente Paolo di Laura Frattura. «Accolte le richieste nostre e del Comune di San Giuliano di Puglia». Ritenuto eccessivo il numero di 500 profughi da accogliere nelle casette dove per anni hanno abitato i terremotati. Il Viminale ha stabilito che il centro di accoglienza ne ospiterà la metà.

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Dopo le indiscrezioni delle scorse ore, adesso c’è l’ufficialità. Il numero di profughi che verranno ospitati nel centro di accoglienza di San Giuliano di Puglia sarà di 250. Lo rende noto la Regione Molise tramite una nota del presidente Paolo di Laura Frattura che commenta con soddisfazione la decisione del Governo, inizialmente orientato a far arrivare all’ex villaggio post sisma ben 500 migranti. Una decisione arrivata al termine di un vertice nella Capitale.
«Il Ministero dell’interno accoglie le richieste avanzate dalla Regione e dal Comune per il centro di accoglienza: il numero dei migranti che saranno ospitati nel villaggio provvisorio costruito all’indomani del terremoto del 2002 verrà dimezzato» afferma il governatore.

La previsione iniziale aveva fatto alzare un polverone di polemiche, portando diversi consigli comunali della zona a deliberare contro questa decisione per motivi di sicurezza e mancanza di presidi sanitari adatti. «La riduzione a 250 del numero delle persone che saranno accolte a San Giuliano – spiega Frattura –, è una delle istanze che abbiamo avanzato e che il Viminale ci ha accolto al termine dell’incontro chiesto al ministro Minniti». Alla riunione a Roma con il presidente Frattura hanno partecipato il prefetto di Campobasso, Maria Guia Federico, e il sindaco di San Giuliano di Puglia, Luigi Barbieri, ricevuti dal capo di gabinetto del Ministero, il prefetto Mario Morcone.

«Il Ministero, mostrando attenzione alle esigenze e alle perplessità che abbiamo rappresentato in relazione a un comune delle dimensioni di San Giuliano e di quelli del circondario – prosegue Frattura –, si è inoltre impegnato ad accompagnarci con progetti in materia di sicurezza dell’area, presidi sanitari e infrastrutture”. Previsti inoltre ulteriori incontri per la definizione dei dettagli del piano di accoglienza e la firma della nuova convenzione. «Sono risultati importanti – riflette il presidente della Regione –, che ci mettono nelle condizioni di offrire tutta la nostra piena ospitalità a persone che hanno bisogno di aiuto senza però stravolgere gli equilibri delle nostre comunità».

Il presidente molisano ricorda poi come «nelle iniziali intenzioni del Viminale, il villaggio che ospitò gli sfollati dopo il terremoto del 2002 doveva essere trasformato in un centro di accoglienza per 500 migranti. Durante l’incontro a Roma abbiamo evidenziato che il rapporto tra popolazione residente e persone da ospitare in questo caso sarebbe risultato ulteriormente sproporzionato: 500 migranti a fronte di circa 1000 abitanti del paese e 5000 dell’hinterland. L’alta concentrazione in un unico centro, tra l’altro ubicato in una zona isolata, avrebbe inoltre comportato problemi che vanno dalla sicurezza all’assistenza sanitaria, oltre a difficoltà legate all’accessibilità infrastrutturale sicuramente non adeguata». Sulla base di queste motivazioni, dunque, è stato chiesto di ridiscutere la Convenzione firmata nel 2014 tra il Comune di San Giuliano e la Prefettura di Campobasso.

«Ringraziamo il Ministero e il ministro Minniti per aver individuato assieme a noi questa nuova soluzione che può favorire concretamenteun reale e giusto processo di integrazione. È piena la soddisfazione per aver visto accolte le nostre istanze» conclude il presidente Paolo Frattura.

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