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Sos sangue, mancano i donatori. Sale operatorie chiuse in Cattolica e al Cardarelli foto

Nei due ospedali cittadini sono garantite solo le emergenze: la carenza di sangue ha costretto a rinviare gli interventi ordinari. Il presidente dell’Avis Eugenio Astore: «La situazione è molto critica, in estate le richieste aumentano ma i donatori non ci sono. Spero che i cittadini si rechino nel Centro trasfusionale del Cardarelli: abbiamo bisogno di sangue».

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A Benevento e a Reggio Calabria è già emergenza. In Lazio, Basilicata, Abruzzo, Sicilia e Sardegna l’allarme è scattato già a luglio. Sacche di sangue esaurite anche a Campobasso: nei due principali ospedali cittadini, il Cardarelli e alla Cattolica, sono garantiti solo gli interventi urgenti. E gli ordinari? Rinviati a tempi migliori, quando le scorte torneranno a tempi accettabili.

Non solo la siccità e la carenza idrica: questa estate torrida passerà alla storia per un altro piccolo record, l’emergenza sangue. Certo, tra luglio e agosto è quasi fisiologica la diminuzione del plasma a disposizione delle strutture sanitarie, un po’ perché chi soffre di pressione bassa si guarda bene dall’andare a donare, un po’ perché i donatori vanno in vacanza e ‘saltano’ il tradizionale appuntamento con il centro trasfusionale. A questa diminuzione si contrappone una maggiore richiesta di sangue favorita dall’aumento degli incidenti.

E così quello che è considerato un problema quotidiano tanto da rendere necessarie le campagne di sensibilizzazione da parte dell’Avis, in estate si trasforma quasi in un dramma. Che ha spinto l’associazione campobassana ‘Nicola Scarano’ a mobilitarsi in un primo momento per soddisfare, tramite il centro trasfusionale dell’ospedale Cardarelli, le richieste della Fondazione Giovanni Paolo II. Non è bastato: la situazione è peggiorata ulteriormente. Non c’è un adeguato numero di sacche di sangue e dunque sia al Cardarelli che in Cattolica le sale operatorie sono state chiuse.

«La situazione è abbastanza critica: c’è carenza sangue, quest’anno più degli altri anni», scandisce il presidente dell’Avis ‘Nicola Scarano’ Eugenio Astore (nella foto di Gino Calabrese). «E’ un problema che si presenta ogni anno, a volte in maniera più leggera, a volte più pesante. E’ un carenza che quest’anno purtroppo è diffusa a livello nazionale dove alcune regioni sono ancora più in crisi».

A fine luglio il Centro nazionale sangue dell’Istituto superiore di sanità aveva lanciato la prima allerta. La situazione era al collasso in parecchie regioni.

«In Molise siamo autosufficienti – aggiunge Astore – ma questo è un periodo dell’anno particolare e siamo particolarmente in affanno.C’è solo una piccola scorta per le emergenze e non può essere utilizzata per gli interventi ordinari».

Il sangue, insomma, è richiesto. E pure parecchio: per un intervento di cardiochirurgia, la Fondazione Giovanni Paolo II ne richiede almeno dieci sacche.

«Purtroppo in estate aumentano i traumatizzati a causa degli incidenti. Inoltre, aumentano le richieste dalla costa perché ci sono più turisti». E poi «chi ha donato 60 giorni fa, ora non può venire perché devono passare 90 giorni dalla donazione. Periodo che sale a 120 giorni per le donne. Inoltre, possono esserci una serie di situazioni (il ciclo o l’assunzione di antibiotici ad esempio) che si aggiungono alla carenza di donatori creando il problema».

Dunque l’Avis che già ha avviato una sorta di ‘partnership’ con gli allievi agenti e carabinieri, oltre che con i vigili del fuoco, ora lancia un appello: «Invitiamo tutti coloro che possono farlo a donare: il centro trasfusionale del Cardarelli è aperto dalle 8 alle 10.30». Bisogna andare a digiuno, essere maggiorenni e in buona salute, quindi con un peso superiore ai 50 chilogrammi. «Si può compiere un atto d’amore verso gli altri – la chiosa finale del suo massima esponente – una scelta di solidarietà sociale, compiuta attraverso un gesto semplice ma fondamentale che può salvare la vita di molte persone e tutelare la propria salute».

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