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Falsa polizza Rca auto a sua insaputa, moglie finisce alla sbarra per colpa del marito foto

Gli ex coniugi sono due degli imputati finiti sotto processo a Campobasso. Assieme ad altri malviventi campani avrebbero attestato false residenze nel Nord Italia per poter risparmiare sulle polizze Rca. I falsi documenti sono stati presentati alla Motorizzazione civile del capoluogo.

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Abitavano a Giugliano, ma risultavano residenti in un paese in provincia di Vicenza. In realtà, al Nord non ci avevano mai messo piede. Ci sono anche moglie e marito tra la ventina di imputati finita sotto processo per aver escogitato una truffa ai danni della Motorizzazione civile di Campobasso. Sono tutti del Napoletano, ma avevano preso casa tra il Friuli e il Veneto.
Nella sede di contrada Selvapiana avevano presentato documenti e autocertificazioni che attestavano residenze false per ottenere l’aggiornamento della carta di circolazione di alcune auto e riuscendo a stipulare polizze per la Rca risparmiando circa 2mila euro per auto.
Infatti, da questo punto di vista, secondo l’Osservatorio assicurazioni, la zona di Napoli è quella più cara: in media il costo della Rc auto è superiore rispetto alla media nazionale del 113 per cento.

Un raggiro scoperto dalla Polizia nel 2013 dopo la segnalazione di un funzionario della Motorizzazione del capoluogo che aveva riscontrato anomalie nella presentazione di alcune pratiche relative all’aggiornamento delle carte di circolazione e in particolare dei certificati di residenza presentati.

Una di queste polizze, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stata stipulata con la Direct Line anche dai due coniugi, o meglio il marito l’avrebbe firmata ad insaputa della moglie, finita alla sbarra per i reati di truffa e falsità materiale e ideologica. Inutile dirlo: dopo averlo scoperto, la donna ha lasciato il marito.

Il processo è iniziato al Tribunale di Campobasso davanti al giudice Roberta d’Onofrio che sta seguendo uno dei filoni di un’inchiesta più ampia iniziata nel 2013. Gli imputati, due dei quali difesi dall’avvocato Giuseppe Fazio, sono accusati a vario titolo di truffa, falsità ideologica in certificati o autorizzazioni amministrative, reato continuato e uso di atto falso. Azioni poste in essere in concorso, ai danni delle compagnie assicurative.

Dopo l’ascolto dei primi teste in aula, la prossima udienza si svolgerà il 24 novembre.

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