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Voce e sax del nero d’Italia: il Sud struggente e poliedrico di Senese accende l’estate show

James Senese e Napoli Centrale regalano un esordio poliedrico e raffinato al cartellone termolese, un viaggio tra blues, funk, jazz e melodie mediterranee che tiene insieme circa duemila persone sotto il palco di piazza Monumento, affascinate dalla danza tra istinto e tecnica dell’artista ultrasettantenne sul placo in piazza Monumento. Un’ora e mezza di spettacolo - troppo poco per qualcuno - che ha segnato in positivo l’avvio dell’estate show.

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Un po’ Napoli, un po’ Bronx. E un po’, ora, anche Termoli. Debutta sulle note vivaci, sul ritmo mediterraneo e sulla voce struggente di James Senese l’estate termolese numero 60. Anche se la serata è – rispetto ai giorni scorsi – insolitamente fresca, e dopo il leggero temporale del pomeriggio non c’è la folla delle serate di grande caldo.

In ogni caso il concerto decolla subito in piazza Vittorio Veneto – o Monumento, come per i termolesi – dove si esibisce uno degli ospiti di maggiore richiamo del cartellone per gli appassionati. ‘James Senese e Napoli Centrale’ è una garanzia: in mezzo secolo di musica ha viaggiato senza battute d’arresto tra la canzone leggera italiana, il funk-jazz, la musica da cantautore doc, intavolando una leggendaria collaborazione con Pino Daniele, del quale è stato anche un amico fino all’ultimo giorno.

E si vede, anzi si sente, nella commistione equilibrata tra generi mediterranei, riscaldati da contaminazioni di stampo napoletano: funk, blues, venature jazz, dosi massicce di Mediterraneo, melodie e storie intrecciate sulle note raffinate del sax. Influenze trasversali, da John Coltrane a Miles Davis ai Weather Report, istinto e tecnica che danzano splendidamente sul palco di piazza Vittorio Veneto, esprimendo un linguaggio unico e originale.

Circa duemila persone, secondo le forze dell’ordine – che hanno presidiato con discrezione l’evento, tranquillo come è stato tranquillo il pubblico di varie età assiepato sotto al palco e nella piazza – hanno seguito dalle 22 alle 23 e 23 e 30 lo spettacolo, applaudendo con maggiore energia quando James Senese ha imbracciato il suo mitico sax e si è cimentato in una carrellata di sonorità struggenti.

«Il mio sax porta le cicatrici della gioia e del dolore della vita» ha detto in più occasioni questo artista, che nel 2016, a settant’anni compiti, ha vinto la targa Tenco per il miglior album in dialetto con “O’ Sanghe”, confermandosi un musicista senza età. Coinvolgente e brillante la band, che ha accompagnato con perizia lo spettacolo di James Senese, nato a Napoli da padre soldato afro-americano e mamma partenopea: Ernesto Vitolo alle tastiere, Gigi Di Rienzo al basso e Agostino Marangolo alla batteria. La stessa band che ha registrato “Nero a metà” di Pino Daniele, il disco più famoso dello scomparso artista partenopeo.

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