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Politici e funzionari indagati per i contratti ai precari: l’inchiesta finisce in una bolla di sapone foto

Archiviate prima dell’udienza preliminare dal magistrato Margherita Cardona Albini le posizioni di tutti e 13 gli indagati nella vicenda dei Centri per l’Impiego. Tra loro nomi eccellenti, come l’ex presidente della Provincia De Matteis, l’ex assessore provinciale Salvatore Micone, gli ex assessori Di Biase, Di Labbio, Talucci, Tramontano e Colaci e altri. Le accuse: truffa ai danni dello Stato, abuso d’ufficio e falso. Ma il Gup ha ritenuto legittime le proroghe fatte ai lavoratori precari. Si lavora a un secondo filone, concentrato sui lavoratori per presunta usurpazione di ruolo pubblico. Sarebbero andati al lavoro senza contratti regolari.

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Le proroghe dei contratti dei 27 ex dipendenti dei Centri per l’impiego erano legittime. Il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale penale di Campobasso mette la parola fine all’inchiesta che aveva scatenato una bufera a livello politico.

Nell’occhio del ciclone tredici tra politici e dirigenti della Provincia, accusati a vario titolo di truffa, falso, abuso d’ufficio dalla Procura. Nomi eccellenti erano finiti nell’indagine del pm Nicola d’Angelo, iniziata nel 2013 e resa nota l’anno scorso. Coinvolti l’ex presidente Rosario De Matteis e tutta la sua giunta, gli ex assessori Salvatore Micone (ora consigliere regionale), Luciano Di Biase, Alessandro Di Labbio, Rita Colaci, Alberto Tramontano, Fabio Talucci e il segretario generale dell’ente, Paolo D’Anello.

Sul registro degli indagati erano finiti anche funzionari provinciali come Antonio Caruso (falsità ideologica), dirigenti come Vincenzo Toma e Matteo Iacovelli, quest’ultimo attualmente in servizio al Comune di Campobasso come dirigente dei Vigili Urbani (abuso d’ufficio). Questi ultimi due erano stati considerati colpevoli fra l’altro di aver firmato le famose delibere (la 268 del 15 aprile 2013, la 491 del 5 agosto 2013 e la 181 del 1 aprile 2014) che autorizzava a lavorare Luisa Colavita, anche lei finita nei guai. Tra gli indagati anche l’assistente amministrativa Sylva Tamilia (falsità ideologica).

Il 12 giugno il gip Margherita Cardona Albini ha disposto l’archiviazione del procedimento penale per tutti, politici e tecnici. In questi mesi, dopo gli interrogatori, i loro avvocati difensori hanno prodotto alcune memorie difensive per spiegare i fatti che coinvolgevano i loro assistiti che il giudice ha accolto.

Per l’avvocato Gianfederico Cecanese, legale di Matteo Iacovelli e di Alberto Tramontano, «sono state dimostrate la correttezza e l’estraneità ai fatti contestati ai miei assistiti». «Sono soddisfatto perché il giudice – ha aggiunto – ha recepito integralmente tutte le argomentazioni illustrate nella memoria difensiva. Anche tutte le altre posizioni saranno archiviate».

Un’intuizione che si è rivelata giusta. Qualche ora dopo ha dato notizia dell’archiviazione di Rosario De Matteis anche l’avvocato Mariano Prencipe: «Siamo soddisfatti perché l’ex presidente della Provincia si era tanto impegnato per la stabilizzazione degli ex dipendenti dei Centri per l’impiego. Sotto il profilo giuridico, dal nostro punto di vista la vicenda aveva solo un profilo civilistico e non c’era nulla di penalmente rilevante. Evidentemente il pubblico ministero e il gip hanno accolto questa tesi».

Ha potuto tirare un sospiro di sollievo Rosario de Matteis, che si è sempre detto estraneo alle accuse. La proroga dei contratti ai 27 lavoratori degli ex uffici di collocamento era diventato anche un caso politico, con la Provincia da un lato della barricata e il governo regionale dall’altro. Oggi per l’ex presidente è il giorno della rivincita anche politica: «Non avevo mai avuto dubbi che sarebbe andata a finire così – il suo commento – perché sono stato sempre convinto di aver operato in maniera legittima e corretta. Se c’è un colpevole di tutta questa situazione è la Regione Molise che mi impedì di fare le selezioni che a tutt’oggi non sono state fatte non garantendo a quei ragazzi la stabilizzazione. E oggi stanno a casa. Io avevo firmato la sub convenzione con la Regione a condizione di poter procedere con la selezione del nuovo Masterplan, ma mi fu impedito dalla giunta regionale. Questa è stata un’altra grande iniziativa del presidente Frattura».

Tuttavia, la vicenda potrebbe non concludersi qui: c’è un secondo filone dell’inchiesta, questa volta concentrato sui lavoratori per presunta usurpazione di ruolo pubblico. I ragazzi sarebbero andati al lavoro senza contratti regolari. Il che costò loro una denuncia da parte del dirigente dei Centri per l’impiego Pellegrino Amore.
SP

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