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’Sorriso della donzella’ e ’Linguaccia del diavolo’: il vino dei Misteri coniuga arte e gusto

L’artista campobassano, Piero Romagnoli, ha accolto volentieri la proposta di Giose Trivisonno e di Paolo Padulo: "Nella mia carriera mi mancava disegnare le etichette di vini. L’ho fatto volentieri e in chiave anche ironica, giocando con i contrasti bene/male, bianco/rosso, sorriso/linguaccia". Il consigliere comunale promette che "sarà un progetto che vuole durare nel tempo. Nello stand allestito per il Corso sarà possibile ordinare le proprie bottiglie, tutte numerate, dunque pezzi unici da conservare".

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La grande bellezza: quando l’arte incontra il gusto e ne esalta le caratteristiche. Finalmente arriva il ‘Vino dei Misteri’, un prodotto che per la prima volta sarà sulla scena della festa più importante di Campobasso. 1) L’arte: sulle etichette del ‘nettare degli dei’ compaiono due caricature dell’artista Piero Romagnoli, il quale ha voluto anche giocare con i ruoli strategici della donzella e del diavolo di Sant’Antonio Abate.

«Ho cercato di fare un disegno accattivante, che fosse coerente con lo stile dei Misteri- spiega il professore di disegno artistico –. La donzella non è aperta al sorriso, nonostante provocata resiste. In questo caso, essendoci due vini di contrasto, bianco e rosso, ho ritenuto giusto chiamarli ‘Il sorriso della donzella’ e ‘La lingua del diavolo’. Una sorta di contrasto tra bene e male, bianco e nero, sorriso e linguaccia». Romagnoli, tra l’altro, nel capoluogo è una figura importante nel panorama artistico: «Nella mia lunga attività di artista, mancava davvero solo l’esperienza di disegnatore di etichette di vini particolari. L’ho colta al volo anche perché è un’iniziativa partita da mio ex alunno. Posso dire di aver fatto di tutto nella mia carriera di artista, dallo scenografo al cartellonista, passando per il professore di arte e ora caricaturista per etichette».

2) Il gusto. La Tintilia, la regina dei vini molisani, unita alla Falanghina, altro classico nostrano. La produzione è della Valtappino. Ma l’idea è tutta di due amici, Paolo Padulo e Giose Trivisonno, «per riuscire a creare un souvenir di pregio – dice il consigliere comunale –. Ci siamo chiesti: cosa si può riportare un turista dalla festa del Corpus Domini Campobasso? Abbiamo scelto i vini e li abbiamo combinati con un’etichetta che potesse parlare della nostra tradizione. Questi saranno i primi di una collezione lunga. Questo è l’auspicio».

Ma come si fa a ordinare il Vino dei Misteri? L’ordinanza emessa qualche giorno non permette di venderle direttamente allo stand che è situato per il Corso. Ma chiunque potrà ordinarlo: gli arriverà direttamente a casa. Tra l’altro, alcuni ristoratori lo serviranno in questi giorni, anche perché il marchio è stato registrato.

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