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La ’zona rossa’ degli incendi ridotta a una giungla. E guidare in curva è una roulette russa foto

Strade invase da vegetazione altissima che malgrado i pericoli di roghi nessuno ha tagliato. La conseguenza è una condizione di rischio per gli automobilisti alle prese con curve senza visibilità, dove non si vede chi arriva di fronte, e abitazioni vicine ad aree incolte facile preda di roghi. Intanto i canali del Consorzio sono sommersi di erbacce.

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Esattamente un anno fa Primonumero.it aveva denunciato, con un reportage, la condizione di pericolo delle strade provinciali e secondarie del Basso Molise, trasformate per la mancanza di manutenzione in una giungla di sterpaglie e cannucce, alte fino a 5 o 6 metri.

Gli stessi vigili del fuoco, quelli cioè che in estate sono costretti a scappare da un posto all’altro con gli estintori (quando va bene) o con l’ausilio dei canadair spargiacqua, avevano sollevato il problema anticipando che le strade ridotte in queste condizioni, sarebbero state facile preda di incendi. L’estate 2016 infatti è trascorsa tra tante più o meno piccole emergenze incendi, e probabilmente non si è arrivati al disastro solo perchè non è stata sufficientemente arroventata. Insomma, un caso fortuito.

In realtà, al di là delle condizioni meteo che possono variare, lasciare che le erbacce e la vegetazione incolta arrivi a dei livelli da foresta innesca, inevitabilmente, unaserie di rischi che si riflettono sulla sicurezza delle persone e delle abitazioni, oltre a creare danni alla natura.
Malgrado la necessità di uno sfalcio drastico e di una cura costante dei cigli delle strade, però, la situazione è esattamente identica a quella dell’anno scorso, se non peggiore.

Basta fare un veloce giro in auto a Rio Vivo Marinelle per rendersi conto che l’incuria è, in questo periodo e con una intera estate davanti, una miccia pronta a esplodere. Via Rio Vivo in particolare, che dal mare arriva all’incrocio con le provinciali e fino all’innesto dell’autostrada, si presenta con undegrado incredibile. «Mai come quest’anno – riferisce una giovane residente – la vegetazione è cosi alta che non si vedono i cartelli stradali ne tantomeno il guard-rail. Ma soprattutto non si riesce ad avere visibilità in curva».

Il problema infatti è che i bordi della strada, come di tutte le altre strade del quartiere, sono soffocati da una foresta di erbacce e sterpaglie, tra l’altro sempre più secche e facilissima preda dei roghi, oltre che ostacolo per la sicurezza degli automobilisti. I residenti sconcertati non riescono a capire cosa aspetti il Comune e gli altri enti che hanno competenza sulla zona a tagliare l’erba cresciuta rigogliosissima.

Altra situazione di rischio riguarda i canali del Consorzio, sommersi da erba, cannucce e piante cresciute liberamente nella totale assenza di controlli. Sono gli stessi canali che – anche a causa di questa situazione – in inverno si riempiono di acqua che esonda, sommergendo la zona sotto il livello del mare e trasformandola in una palude. Ora il rischio è un altro, ma resta identica l’inerzia delle istituzioni.

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