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Il residence a 5 piani è pronto. Appartamenti già venduti, il lungomare si conferma richiesto

La società Acqua di Mare sta ultimando la realizzazione del palazzo sul lungomare Colombo, per il quale ha ottenuto dalla Regione Molise la possibilità di edificare il quinto piano grazie alla cosiddetta “premialità sismica”. Gli appartamenti del nuovo edificio che sarà pronto a brevissimo sono già stati tutti venduti: il segnale che in città le seconde case vista mare continuano a essere gettonate. Gli acquirenti sono molisani ma non solo, allettati sia dalla posizione che dai garage e posti auto che trovano spazio nei due piani inferiori, in un posto dove in estate il parcheggio è un miraggio. Come indennizzo alla città per l’opera, possibile con il piano casa, la ditta ha finanziato la riqualificazione del Terzo Corso e la piazzetta sulla Scalinata del Folklore.

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Cinque piani di un bianco immacolato, che svettano accanto ai due stabili – ugualmente bianchi – che da qualche anno hanno preso il posto del vecchio Garim, l’albergo sul Lungomare Colombo abbattuto e ristrutturato con aumenti di cubatura grazie alla legge del Piano Casa. Il fabbricato definito “C”, perché terzo di una lottizzazione, sulle mappe e nei permessi a costruire, come pure nella carte giudiziarie che hanno costellato la storia di Acqua di Mare, è praticamente pronto. Mancano le rifiniture, aggiustare qualcosa qua e là. Ma il grosso è fatto, tanto che entro l’estate dovrebbe arrivare dal Comune l’agibilità.

Intanto gli appartamenti sono stati venduti in gran parte. «La dimostrazione che il lungomare è la zona più appetibile della città, malgrado la crisi del mercato immobiliare» commentano dalla società, aggiungendo che «questa è stata una riqualificazione che ha restituito decoro e prestigio a una zona degradata, per la quale tutti possono tratte un beneficio».

Non è stata una passeggiata comunque arrivare a mettere la parola fine a questa storia. Né per la ditta costruttrice né per il Comune di Termoli, che ha sostenuto con l’assessore all’Urbanistica Pino Gallo una lunga trattativa finalizzata a strappare un risarcimento per la città. Nello specifico la riqualificazione del Terzo Corso, alle battute finali, e la piazzetta sopra la Scalinata del Folklore. Un intervento da circa 450mila euro interamente sponsorizzato dalla famiglia Di Dario, titolare del progetto.

E ora che il corpo C è fatto, e va ad affiancarsi – leggermente più alto – agli altri due edifici, il colpo d’occhio complessivamente non fa storcere il naso e non alimenta più le polemiche che avevano accompagnato l’intervento nella fase iniziale. Acqua Di Mare aveva già rinunciato al sesto piano, e se la Regione Molise avesse respinto la premialità sismica avrebbe dovuto dire addio anche al quinto. E invece è andata bene, il quinto piano c’è, l’aumento di volumetria è possibile con il bonus sicurezza. Anche questo rende gettonato lo stabile, che ha due piani riservati alle auto: uno di garage e uno di posti al coperto. Per una zona di caos estivo come il Lungomare, è un biglietto da visita irresistibile per chi decide di acquistare un appartamento. I compratori infatti con mancano, e non arrivano solo dal Molise.

La vicenda urbanistica che ha tenuto banco a Termoli per anni, fra ricorsi, indagini della Procura e mancati oneri di urbanizzazione secondaria (ora sanati con i lavori pubblici sul Terzo Corso) si avvia verso l’archiviazione definitiva. Nella primavera del 2016 l’accordo fra l’Amministrazione e i figli di Dante Di Dario aveva risolto il contenzioso tra pubblico e privato.
Per i futuri inquilini dell’edificio riconvertito – grazie sempre al Piano Casa – in un residence di appartamenti, c’è anche un vero colpo di fortuna: il doppio senso del lungomare Colombo, che proprio in questi giorni si sta mettendo a punto.

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