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In città c’è la fibra ottica, ma la connessione va a singhiozzo. Uffici in tilt, cittadini infuriati

Internet dovrebbe essere super veloce, ma a parte gli spot pubblicitari si registrano disagi in diverse zone del capoluogo molisano. Problemi per tanti uffici nel quartiere Vazzieri, soprattutto all’Incubatore sociale di via Monsignor Bologna. Ma anche i cittadini protestano.

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Sono passati tre anni da quando Telecom Italia si è aggiudicata il bando del Ministero dello Sviluppo economico per la posa dei cavi in fibra ottica. Un’infrastruttura che avrebbe consentito la trasmissione dei dati sulla banda ultralarga. Tutto più veloce e più innovativo, il Molise al passo con l’Europa.
Ma a Campobasso, dove i lavori per l’infrastruttura sono stati avviati nell’autunno del 2015, siamo ancora lontani dall’abbattimento del cosiddetto ’digital divide’. Nel capoluogo di regione, che si è visto sorpassare da Termoli, Isernia, Venafro e Pozzilli (qui la nuova tecnologia è arrivata più tardi), la connessione Internet va ancora a singhiozzo in alcuni quartieri. Ci sono infatti dei punti ‘scoperti’, alcuni dei quali anche strategici.

È il caso di via Monsignor Bologna, una delle strade principali della città, fulcro di uffici e di tantissime attività commerciali. Proprio per la mancanza di internet veloce, proprio i titolari degli esercizi vanno spesso in difficoltà. Il caso più eclatante all’Incubatore Sociale, nel quale ci sono uffici, patronati, associazioni, redazioni giornalistiche. Che un giorno sì e l’altro pure sono costretti a convivere con una linea che va e viene e che il più delle volte ‘prende’ poco. Le richieste sono diventate rimostranze nei confronti della Telecom, chiamata di continuo per risolvere un problema che più passano i giorni più diventa difficilmente tollerabile.

Eppure proprio a settembre 2015 la Telecom aveva annunciato di aver scelto Campobasso per il lancio dei servizi a banda ultralarga: connessione superveloce fino a 50 megabit al secondo in download e copertura ad oltre il 95 per cento degli abitanti della città. Forse nel 5% rimasto ’scoperto’ c’è pure una parte del quartiere di cui Monsignor Bologna fa parte. ’E’ bello avere tutto’, recita l’ultimo spot della Telecom. Ma non per tutti i campobassani.

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