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La Regione dichiara guerra al bullismo: ecco la legge ad hoc “per combattere e prevenire”

Le due proposte a firma dei consiglieri Salvatore Micone e Nunzia Lattanzio presto approderanno in Consiglio e confluiranno in un unico testo. Coinvolte tutte le componenti che ruotano attorno ai ragazzi, sia vittime che ‘carnefici’: famiglie, scuole, istituzioni, psicologi. E la politica farà la sua parte: “Nascerà una Consulta stabile che permetterà ai docenti e ai dirigenti, che vivono ogni giorno i ragazzi, di sollecitare, rivedere e approfondire. Dall’altra parte, c’è il fondamentale tema della prevenzione” spiega il presidente Frattura.

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L’odioso fenomeno del bullismo e del più ‘moderno’ e recentecyberbullismo non risparmiano quell’isola felice – come spesso viene definita per l’assenza di una malavita organizzata locale – del Molise. Occhio, però: i numeri negativi sono in aumento anche da noi. E questo ha spinto la Regione, su stimolo di alcuni consiglieri, a dotarsi di una legge ad hoc, che prenda di petto la questione. Anzi, di proposte di legge ce ne sono due: la numero 184 su iniziativa del consigliere Salvatore Micone, la 187 a firma dei consiglieri Lattanzio, Cotugno, Ciocca, Monaco, Sabusco, Fusco e Di Nunzio. Convoglieranno in un unico testo quando approderanno in Consiglio regionale, dove si conta su un appoggio bipartisan. Il tema è delicato e complesso, e per questo sono coinvolte tutte le componenti che ruotano attorno ai ragazzi, sia vittime che ‘carnefici’: famiglie, scuole, istituzioni, psicologi. E la politica farà la sua parte.

«La Regione sta svolgendo un ottimo lavoro per i soggetti più deboli – dice il presidente Frattura –. Avere uno strumento legislativo proprio, con la dovuta e adeguata copertura finanziaria, da tarare rispetto al lavoro conclusivo e di sintesi tra le due misure dà la possibilità di garantire a questa Regione adeguato tempismo e riscontro. Bullismo e cyberbullismo vanno affrontati con i dovuti strumenti, considerando quanto si sente e si vede in giro, come l’incredibile fenomeno della ‘balena blu’, che spinge addirittura al suicidio dei ragazzini». Come detto, decisivo sarà l’apporto di tutti i soggetti. Scuola in primis. Nascerà infatti una Consulta permanente grazie alla quale sarà possibile dialogare, prevenire, correggere. Ma anche recuperare chi sbaglia. «La Consulta è un organismo stabile che permette ai docenti e ai dirigenti, che vivono ogni giorno i ragazzi, di sollecitare, rivedere e approfondire, da una parte – continua il governatore –. Dall’altra parte, c’è il fondamentale tema della prevenzione. Per noi un pallone era l’elemento maggiormente aggregativo, e si giocava uomini e donne insieme. Oggi io vedo sui muretti di fronte al Bar Centrale ragazzi allineati ciascuno con il proprio smartphone, invece che parlare con l’amico seduto di fianco. Io penso ci voglia poco a creare stimoli». Soddisfatti della legge che sta per arrivare il preside del Liceo Classico, Antonio Venditti, e la professoressa Maria Di Iorio.

Nel dettaglio, ci saranno campagne di sensibilizzazione, informazione, promozione della legalità, rispetto e tolleranza nelle scuole, sia per i ragazzi che per le famiglie. E ancora, programmi di sostegno delle vittime del bullismo, ma anche di recupero rivolti a chi compie gli atti stessi, corsi di formazione ancora per le famiglie e per il personale scolastico. Insomma, una lotta senza quartiere senza abbandonare nessuno. In più, la Regione avrà la facoltà di costituirsi parte civile in tutti i processi riguardanti reati contro i minori. E molto importante sarà anche il ruolo che dovrà svolgere lo sport, tramite le associazioni e le federazioni presenti sul territorio.

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