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Da soli cinque mesi in piazza Cesare Battisti: la sequoia ’mignon’ si sta già seccando

In tanti hanno fatto caso all’ingiallimento quasi totale della pianta messa a dimora dal comitato ‘Albero di Natale’ lo scorso mese di dicembre. L’alberello era destinato a sostituire col passare degli anni la secolare sequoia che dominava di fronte al ‘Mario Pagano’. “Probabilmente è morta” il parere del presidente di Fareverde e consigliere comunale cinquestelle, Simone Cretella: “Dato che dovrebbe trattarsi di una pianta spiantata dal terreno, ha subito un inevitabile trauma. Era opportuno impiantarne una da vivaio in vaso, più piccola ma di sicuro attecchimento. E nei periodi più asciutti non è stato predisposto un sistema di irrigazione costante”.

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Moltissimi campobassani ci hanno fatto caso da diversi giorni. A cosa? Al fatto che la piccola sequoia che è stata piantata in piazza Cesare Battisti nello scorso mese di dicembre è quasi completamente ingiallita e sembrerebbe andare già verso un inesorabile declino. La pianta, insomma, vista da pochi centimetri, pare si stia seccando. E sarebbe un fatto clamoroso, visto che si parla di un albero che quando ha trovato casa al centro di Campobasso aveva meno di otto anni, ma sono bastati cinque mesi per trasformare il verde rigoglioso di dicembre nel giallino-marrone attuale, con qualche chiazza di verdino qua e là. Un fatto molto strano, che non può che indicare la salute non buona della pianta. Infatti, la sequoia, bisogna ricordarlo, è una conifera sempreverde.

A confermare la tesi per la quale l’albero si stia seccando, il commento del presidente di Fareverde, nonché consigliere comunale Cinquestelle, SimoneCretella: «Un vero peccato. Il lavoro del comitato ‘Albero di Natale’ che ha provveduto a impiantarla va riconosciuto. Probabilmente il problema andrebbe visto all’origine, dato che dovrebbe trattarsi di una pianta spiantata dal terreno, quando era opportuno impiantarne una da vivaio in vaso, più piccola ma di sicuro attecchimento rispetto a questa operazione. I rischi c’erano, infatti si è seccata. C’è da aggiungere che nei periodi più asciutti non è stato predisposto un sistema di irrigazione costante. Per me è morta, siamo a maggio, ad agosto come ci arriva? Fino a morte decretata per noi la pianta vive, ma sarà difficile salvarla. E questo ci dispiace molto». Un discorso che Cretella ha anche portato in commissione consiliare permanente.

Dunque, in definitiva, i problemi sono stati due: in primis, il fatto che si parla di un albero spiantato e che inevitabilmente ha subito uno stress notevole. In secondo luogo, l’irrigazione non proprio costante che potrebbe aver accelerato il processo di ingiallimento.

Duecento anni, tanto ha vissuto in quella aiuola la rigogliosa sequoia che ogni anno i vigili del fuoco addobbavano durante le feste natalizie con l’ausilio di una gru per arrivare fin sulla cima più alta. Lo spettacolo di luci e palline dorate era visibile già da piazza San Francesco. Poi una lunga malattia e diversi tentativi per salvare la pianta tutti purtroppo caduti nel vuoto. Il 9 ottobre scorso anche quel che restava della spoglia sequoia è stato tagliato: tanti campobassani hanno conservato un pezzo del suo tronco. E col tempo si sarebbero affezionati anche alla sequoia mignon.

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