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Boom di voti per Emiliano, Ruta non molla: “Ora cerchiamo alternativa a Frattura”

Dopo Bari, Campobasso è la seconda città italiana in cui il governatore pugliese ha preso più preferenze, 40%. Il senatore campobassano parla di «un risultato di cui siamo orgogliosi e ottenuto senza alcuni amici storici come Danilo Leva». Poi rilancia: «Primarie di coalizione per trovare una persona che possa rappresentare chi non si riconosce in Paolo di Laura Frattura».

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Domenica sera, quando iniziavano ad arrivare plichi e cartoni con le schede delle primarie, in via Ferrari non s’erano visti. Roberto Ruta e coloro che con lui si sono spesi per Michele Emiliano, sconfitto da Matteo Renzi nella battaglia congressuale, riferiscono le loro valutazioni a mente fredda, 48 ore dopo la sfida per la leadership del Partito democratico.

Nonostante la sconfitta, parlano di «un risultato di cui essere orgogliosi». Partono da un dato: Campobasso è la seconda città italiana in cui il governatore pugliese ha preso più preferenze, 40 per cento. La prima è Bari. Non è l’unica cifra evidenziata dal venafrano Stefano Buono: in Molise Emiliano ha ottenuto il doppio dei consensi rispetto alla media nazionale. In particolare, riferisce, il 10,5% dei voti ottenuti in Italia fa il paio il 22,5% delle preferenze riportate nella nostra regione. A Campomarino, Tufara, Ripalimosani, Trivento, Sepino, Sant’Elia a Pianisi e Fossalto il magistrato pugliese ha battuto Renzi o ha pareggiato la partita. «E’ stato straordinario pure il risultato ottenuto in Basso Molise dove Laura Venittelli ha sostenuto Matteo Renzi. A Campomarino con Costanza (Carriero, ndr) siamo riusciti a ottenere il massimo risultato possibile. Voglio ringraziare tutti»: situazioni che premiamo Emiliano e che Roberto Ruta ripercorre per filo e per segno con un sorriso stampato sul viso abbronzato.

«E’ il massimo che si poteva fare con un solo mese di campagna elettorale e dopo aver perso molti amici come Danilo Leva. Ma questo è il punto da cui si parte»: il senatore non si nasconde più. Scandisce queste parole attorniato dai suoi fedelissimi che lo stanno sostenendo in questo percorso, come il sindaco di Campobasso Antonio Battista e gli assessori Alessandra Salvatore e Stefano Ramundo. E poi Costanza Carriero, Piero Neri e Giose Trivisonno, il capogruppo del Pd in Comune che farà parte dell’assemblea nazionale. A Roma ci sarà una turnazione per consentire agli altri candidati della lista (Fabia Onorato, Vincenzo Cordisco e Mariarosaria Nardoia) di poter essere parte attiva nell’assise nazionale. «E’ la nostra idea di squadra, rappresenteremo tutti la mozione Emiliano e di dare il nostro contributo», le parole di Trivisonno.

In Molise, invece, ora inizia un altro match per il parlamentare molisano: la scalata a palazzo Vitale. Lancia la prima Opa proprio oggi, 2 maggio. «Con queste primarie abbiamo gettato un seme che siamo certi fiorirà questo autunno: le ragioni autentiche del centrosinistra hanno bisogno di fiorire. Per forza. Lo richiede un mondo e una generazione che chiede opportunità di lavoro, una società che soffre e non riesce a trovare soluzioni ai problemi quotidiani». Ruta rilancia la richiesta di primarie facendosi portavoce di una «regione che chiede il riscatto» e che ha bisogno «di una classe dirigente nuova». Poi è ancora più diretto: «Il 36% del Partito democratico chiede le primarie, le chiediamo noi e le chiedono i sostenitori di Orlando».

Ma non è detto che i vertici del Pd regionale accolgano l’appello. «Nessuno può bloccare questo fiume in piena», la frecciata velenosa di Ruta. «Se ci sono entusiasmo e condivisione piena, le primarie non vengono chieste. Ma non ci sono queste condizioni».

Queste le tappe: percorso e alleanze verranno definite venerdì 5 maggio in un primo incontro allargato. L’idea sono primarie di coalizione. L’ex esponente della Margherita individua già gli interlocutori: Mdp e Sinistra Unita, ovvero Danilo Leva, Francesco Totaro e Michele Petraroia. «Discuteremo con la parte più di sinistra», dice. Poi esplicita l’obiettivo: «Trovare una persona che possa rappresentarci e fare unità» perché «c’è chi non si ritrova con la candidatura di Frattura».

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