Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

Prove di sanità sul territorio: medici specialisti nei paesi e infermiere a casa foto

Da Montefalcone nel Sannio, paese al confine con l’Abruzzo e alle prese con una viabilità ancora da sistemare parte un innovativo servizio che rappresenta una «prova di medicina che si sposta sul territorio». Visite specialistiche direttamente all’ambulatorio comunale: cardiologo, ortopedico, ostetrica e diabetologo (oltre al punto prelievi) saranno disponibili più volte al mese a seconda delle esigenze dei cittadini anche dei paesi limitrofi. In più sarà disponibile l’infermiere di comunità per gli anziani e le persone che necessitano di cure e medicazioni senza la necessità di spostarsi. Il progetto sperimentale rientra nel piano di riorganizzazione sanitaria.

Più informazioni su

L’obiettivo è quello di portare la medicina sul territorio offrendo delle professionalità e dei servizi. Il tutto si inserisce nel piano di riorganizzazione della sanità regionale. La novità riguarda come prova sperimentale Montefalcone nel Sannio e i centri limitrofi come Montemitro, Roccavivara o San Felice del Molise e si riflette sull’intero comprensorio. In sostanza, da maggio nei locali del poliambulatorio del paese al confine con l’Abruzzo saranno attivati alcuni servizi: visite specialistiche a disposizione dei cittadini e anche l’infermiere di comunità. Prestazioni che saranno in convenzione con il servizio sanitario regionale.

Il progetto è stato presentato a Montefalcone dal presidente della Regione e commissario ad acta per la sanità, Paolo Frattura, intervenuto insieme al consigliere, Salvatore Ciocca, dal direttore amministrativo della Asrem, Antonio Forciniti, dal direttore del distretto sanitario, Giovanni Giorgetta e da Celeste Vitale referente per il servizio di diabetologia. Presenti anche alcuni medici di medicina generale, Cristina Magnovavallo, presidente del Collegio degli infermieri e diversi cittadini che hanno chiesto informazioni sulle novità che partiranno da maggio.

Quattro le visite specialistiche in loco attivate settimanalmente o più volte al mese, a seconda di quelle che saranno le richieste e le necessità che arriveranno dal paese e dal comprensorio. Ci sono il cardiologo, l’ortopedico, l’ostetrica e il diabetologo. I cittadini potranno usufruire del servizio direttamente in paese invece che raggiungere l’ospedale San Timoteo di Termoli o altre strutture più lontane considerando anche le distanze e i disagi ordinari per una viabilità compromessa e ancora da sistemare con gli interventi in programma. Per il diabete si punta anche alla tele-diabetologia con invio telematico dei dati e altro.

A queste prestazioni si aggiunge la figura dell’infermiere di comunità. Una figura professionale che sarà presente anche in questo caso direttamente in loco sempre a seconda delle necessità e quindi delle richieste che, ad esempio, arriveranno dagli anziani o da pazienti in convalescenza che richiedono terapie e medicazioni. Servizi che potranno coinvolgere, se necessario, anche utenti dei paesi confinanti dell’Abruzzo che si trovano a pochi chilometri da Montefalcone. «E’ una prova di medicina territoriale – spiega il sindaco, Gigino D’Angelo – l’obiettivo è proprio quello di evitare di concentrare tutto negli ospedali, per i servizi che lo consentono, e di potenziare la medicina sul posto andando incontro alle esigenze degli anziani e dei cittadini che con disagio devono prendere gli autobus o affrontare lunghe distanze».

Per il governatore Frattura si tratta di «una sanità sul territorio costruita con la condivisione dei sindaci e grazie al lavoro di riorganizzazione del servizio sanitario che si sta portando avanti». Secondo Giovanni Giorgetta, direttore del distretto sanitario si punta a «portare il più possibile la sanità specialistica sul territorio evitando di far muovere il paziente che non ha necessità di raggiungere l’ospedale e può essere, in sostanza, gestito a casa. Puntiamo a diffondere a macchia d’olio questo progetto in tutto il Molise, compresa la telediabetologia, come modello operativo. Questa distribuzione capillare sul territoriale è molto più agevole perché la riforma sanitaria ha creato le condizioni per farlo. Cercheremo di fare del nostro meglio anche con le iniziative di prevenzione nelle scuole e tra i cittadini». (FO)

Più informazioni su