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Foto e souvenir, arrivano i Giapponesi. Il borgo si riempie di turisti dagli occhi a mandorla foto

18 giapponesi da Osaka sono arrivati in città stamattina, lunedì 24 aprile, per una giornata da dedicare a Termoli. Tra souvenir da acquistare, cartoline da spedire e fotografie di piante e insegne, hanno apprezzato il mare, il paese vecchio e anche la cattedrale. Per il pranzo una tappa al ristorante, ma senza pasta, solo cose leggere. Un viaggio organizzato che è partito da Bologna e si concluderà a Otranto.

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Cartina dell’Italia in mano ma rigorosamente in giapponese, con le città trasformate in tanti piccoli e incomprensibili segni nipponici, macchinette fotografiche di ultimissima generazione e con zoom da paparazzi veri. Il loro accento e gli occhi a mandorla si sono fatti notare in un tranquillo lunedì mattina a Termoli, 24 aprile, alla vigilia della Liberazione, dove non è cosa usuale incontrare 18 giapponesi che comprano souvenir, parlano della città e scattano foto a qualsiasi cosa.

Per dieci giorni nella Penisola, i viaggiatori orientali hanno fatto tappa anche in città grazie ad un tour organizzato che li ha portati a visitare il nord dell’Adriatico, partendo da Bologna e toccando Ravenna, San Marino, Ancona, Ascoli Piceno, Chieti, Pescara e scendere poi fino a Trani, Bari, Brindisi, Lecce e Ostuni prima di ripartire alla volta di Roma e volare fino ad Osaka, loro terra d’origine. Con la primavera Termoli diventa meta di numerosi viaggi, anche di quelli di cinesi e giapponesi che negli ultimi anni si trovano molto spesso a visitare la città adriatica, particolarmente apprezzata per il suo paesaggio, il mare e anche il clima.

«E’ una bella città – hanno raccontato in lingua originale, ma comprensibili grazie alla traduzione immediata in inglese del più giovane del gruppo divenuto anche il capo squadra che accompagna i simpatici turisti in giro per l’Italia, barcamenandosi tra luoghi da visitare e lingua da comprendere – ci piace, abbiamo visto il mare, il paese vecchio, la cattedrale». E immancabilmente hanno immortalato tutto con le loro macchinette, dalle piante lasciate davanti ai negozi, fino alle insegne dei locali, mentre alcuni di loro acquistavano souvenir da riportare a casa e cartoline da inviare.

E mentre tutti erano intenti a trovare regali e scorci per le foto, c’è anche chi ha trovato il tempo per fermarsi a guardare la città, farsi rapire dal paesaggio delle case incastonate nel borgo e trasformarle in un quadro, realizzato in pochi minuti su fogli di carta. «Lei – racconta il capo gruppo – è una disegnatrice professionista, è il suo lavoro oltre che la sua passione e ha disegnato in molti posti che abbiamo visitato».

E dopo lo shopping una tappa al ristorante con un menù selezionato, ma senza pasta. «Solo verdure alla griglia, carne e patate al forno e fragole e gelato – racconta il proprietario del Battello Ebbro dove hanno pranzato – vogliono rimanere leggeri».

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