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Parla male dell’Asrem, 3 giorni di sospensione per il medico ’censurato’: “Non ne so nulla”

L’ex primario del Pronto soccorso di Isernia Lucio Pastore è stato sospeso dal lavoro per tre giorni a causa delle sue dichiarazioni rilasciate alla stampa e considerate lesive dell’immagine dell’Asrem. Il provvedimento è apparso sul sito dell’azienda sanitaria sebbene, per ragioni di privacy, non è visibile al pubblico, tanto che anche il medico ammette: "Nessuno mi ha ancora comunicato nulla". Dal Forum nuove proteste: "E’ un’ingiustizia, ci opporremo in tutti i modi".

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Tre giorni di sospensione dal lavoro e decurtazione dello stipendio: è questa la ‘punizione’ decisa dall’Asrem per Lucio Pastore, l’ex primario del pronto soccorso di Isernia finito sul banco degli imputati per aver espresso il suo pensiero sulla sanità e sull’azienda della quale è dipendente.
Con provvedimento numero 401 del 19 aprile 2017 è scattato il provvedimento disciplinare nei confronti del medico che il 7 marzo scorso si era presentato davanti alla commissione disciplinare (composta dai commissari Bruno Natale, Filippo Vitale e Loredana Paolozzi) spiegando la sua posizione. E minacciando, nel caso in cui fossero arrivate sanzioni, un risarcimento danni milionario.

Oggi Pastore cade dalle nuvole dicendo di non sapere ancora nulla della sua sospensione: «Non me lo hanno comunicato e mi ha fatto molto arrabbiare doverlo leggere dai giornali».
In effetti sull’albo pretorio dell’Asrem l’allegato al provvedimento non può essere visualizzato «per ragioni di privacy» spiegano i vertici di via Ugo Petrella. Ma che si tratti di Pastore è una certezza, tanto che anche il Forum si è già scagliato contro questa decisione. Alla base della quale ci sarebbero le dichiarazioni di Pastore rilasciate a Primopiano Molise e in contrasto, secondo la commissione, con il Codice comportamentale a cui sono tenuti tutti i dipendenti Asrem.

«Si tratta di un provvedimento palesemente infondato – sostengono dall’associazione che ha riunito tutti i movimenti e i comitati ospedalieri del Molise – volto a mettere a tacere, con azioni repressive, quei dipendenti della sanità pubblica che, nell’esercizio del loro dovere, contrastano il degrado e lo smantellamento di un bene comune, il diritto alla salute, che solo la sanità pubblica può garantire».
Poi, nel riconfermare l’incondizionata solidarietà a Pastore, il Forum annuncia una nuova battaglia «per annullare questo ingiusto provvedimento e garantire il rispetto della legalità in ambito sanitario, per assicurare, a tutti i molisani, il diritto alla libertà di pensiero e il diritto alla salute, come recita la Costituzione e come ribadito nel referendum dello scorso 4 dicembre».

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