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Dolci e salati, pasticcerie in fermento. “Ma nelle uova non ci sono più i regali di una volta” foto

Nelle pasticcerie degli artigiani termolesi fervono i preparativi per la Pasqua. Nei laboratori si lavora per creare le uova di cioccolato, le sculture più belle e variegate da portare in tavola e poi dolci e anche salati, come la colomba in una doppia variante. «Una volta arrivavano con anelli, bracciali e collane, ora i tempi sono cambiati e sono sempre di meno», rivela Renato Zara. Anche se qualcuno continua con la tradizione, e chi ha provato l’emozione di scartare un uovo e trovare dentro una fedina rivela «è sorprendente».

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Nei laboratori delle pasticcerie termolesi forni, planetarie e soprattutto le braccia dei pasticceri lavorano senza sosta da giorni per preparare dolci e salati da servire in tavola a Pasqua e anche a Pasquetta. Nascosti dagli occhi dei clienti, si scopre un mondo che non si ferma quasi mai soprattutto nell’ultima settimana, a ridosso delle festività pasquali, quando molti clienti affollano la vendita per ritirare pacchetti e portare a casa colombe, colombine, conigli, ovetti e uova di cioccolato che vincono sempre su tutto.

Nel forno e pasticceria “Le delizie del grano” in piazzetta Marconi tanti dolci impacchettati e anche tante colombe tra dolci e salate con impasti e ingredienti che vengono dalla tradizione contadina. «Ne produciamo a centinaia» racconta nel video Teresa, proprietaria dell’attività, mentre la produzione è a pieno ritmo. Anche nelle altre pasticcerie termolesi, come Degnovivo, gli impasti delle colombe variano, dalle classiche a quelle con il cioccolato e poi con il mais, i frutti di bosco. «I nostri clienti apprezzano anche quelle più particolari», racconta da dietro al bancone Anna.
Anche dove si tempera il cioccolato le macchine non smettono mai di lavorare, per creare uova perfette, decorate, ottime da degustare e anche da guardare. «Le grandezze delle uova variano, quelle che vanno di più sono tra i duecento e i trecento grammi, ma per variare la produzione ogni anno ci inventiamo qualcosa di diverso e creiamo dei soggetti con colori nuovi, prendendo ispirazione anche dai corsi che facciamo, pupazzi e personaggi nuovi che si possono mangiare interamente, facciamo tutto di cioccolato».

Anche la tradizione dei regali continua. «Ma non come una volta – rivela Renato Zara, storico pasticcere termolese durante un momento di pausa – prima arrivavano in tantissimi con le scatolette di anelli, bracciali e collane, direttamente dagli orefici chiedevano di “nasconderli” nelle uova, facevano regali costosi. Adesso invece è cambiato tutto, sono pochissimi quelli che comprano un gioiello per Pasqua, ora si regalano magliette, costumi e tante altre cose più semplici».

Qualcuno però continua a scegliere dei regali “importanti” nelle uova, come chi ha ricevuto proprio quel regalo qualche anno fa e ricorda ancora bene quel momento. «Ho trovato un anello nell’uovo, è stato sorprendente». E chissà che qualcuno non trovi qualcosa di sorprendente anche quest’anno.

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