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Pesce scongelato venduto come fresco: 12 commercianti denunciati, 4 pescherie chiuse

I carabinieri del Nas coordinati dal Comandante Mario Di Vito hanno passato al setaccio le pescherie della regione, accertando che ben 19 su 35 sono irregolari per violazioni sia di carattere penale sia amministrativo. Nel corso dei controlli sono stati sequestrati oltre 500 chili di prodotti ittici potenzialmente pericolosi per la salute pubblica, per un valore di mercato di oltre 10mila euro. Chiuse 4 pescherie che si trovano tra Venafro, Larino e Isernia.

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Quattro pescherie chiuse per gravi violazioni sia penali che amministrative. I carabinieri del Nucleo Operativo Anti Sofisticazione di Campobasso, coordinati dal comandante e luogotente Mario Di Vito, hanno passato al setaccio le attività che vendono pesce in Molise, accertando che su 35 punti vendita ben 19 non erano in regola.

Le ispezioni dei militari preposti ai controlli nel settore della commercializzazione dei prodotti ittici a tutela della sicurezza degli alimenti e della salute dei consumatori, hanno permesso di scoprire il mancato rispetto di norme specifiche sull’igiene, sulla provenienza e anche sulla modalità di vendita. In modo particolare è stata accertata la vendita di pesce “decongelato” venduto come pesce fresco e di “pesce allevato” venduto come “pesce pescato”, ovviamente all’insaputa della clientela che era sicura di acquistare nel primo caso pesce fresco e nel secondo pesce non di allevamento, sborsando per entrambe le categorie di prodotto somme maggiori rispetto al prezzo di mercato.

Quattro le pescherie chiuse per gravi carenze igienico-strutturali e modalità di conservazione del pesce fuorilegge. Le attività si trovano una a Larino, due a Venafro e una a Isernia. Sono stati sequestrati complessivamente 500 chilogrammi di pesce potenzialmente pericoloso per la salute pubblica, per un valore di 10mila euro.

Dodici commercianti sono stati denunciati alle Procure della Repubblica competenti per frode nell’esercizio del commercio e per detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione, mentre sono state elevate sanzioni amministrative per oltre 30mila euro per il mancato rispetto della normativa sulla tracciabilità degli alimenti, la loro corretta conservazione.

E’ stata inoltre riscontrata l’ inosservanza della Direttiva del Ministero della Salute sulla netta separazione, da attuare all’interno dei banchi di vendita, tra prodotti i “freschi” e quelli “decongelati” al fine di evitare errori di ricongelazione del prodotto decongelato che potrebbe comportare pericoli di natura microbiologica in relazione alla crescita della carica batterica ed alla eventuale ricontaminazione durante la fase di esposizione per la vendita

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