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Poliziotta coraggio ’col pancione’: “Così ho bloccato il ladro che mi ha aggredito”

Il dirigente della Squadra Mobile di Pisa, Rita Sverdigliozzi, molisana, era a Roma per partecipare a un corso della scuola superiore di Polizia quando è stata affiancata da uno scippatore in scooter mentre era al semaforo. Il malvivente ha spaccato il finestrino della sua vettura con la punta di un trapano, ma la donna non si è persa d’animo: è riuscita a farlo cadere dal mezzo e poi l’ha immobilizzato."E’ scattata l’adrenalina, non ho pensato a nient’altro, nemmeno che sono incinta", racconta da un letto dell’ospedale Santo Spirito dove è ricoverata. Grande apprensione a Bojano, il paese in cui vivono i suoi genitori.

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Quando si parla di ‘eroi’ magari ci si immagina di trovarsi davanti un omone muscoloso e alto due metri. Non certo una donna, dai capelli biondi, e magrolina. È su per giù quello che si sarà detto il ‘provetto’ ladro che ha tentato di derubare la bojanese Rita Sverdigliozzi, vicequestore aggiunto e dirigente della Squadra Mobile di Pisa, che ha sventato un furto ai suoi danni mentre si trovava a Roma per partecipare a un corso nella Scuola superiore di Polizia. Diversi stiramenti, qualche contrattura. Ma, nel complesso, è andata bene, considerando il pericolo che ha corso. E sì, perché la donna di 45 anni di origini matesine è anche incinta. Un particolare che non fa che ingigantire la portata del suo gesto. A Bojano vivono i genitori della dottoressa Sverdigliozzi, lei torna appena può a trovare parenti e amici.

Ma cosa è accaduto in via Anastasio II? A raccontarlo è lei stessa, da un letto dell’ospedale di Santo Spirito: «Erano circa le 18.30 e mi sono fermata con l’auto a un semaforo. Un uomo su un grosso scooterone mi si è accostato, mi ha guardata e non mi è piaciuto il modo in cui l’ha fatto. Ho provato a mettere la marcia per riavviarmi ma non ci sono riuscita». A questo punto, il ladro ha provato a mettere in atto il furto utilizzando una punta da trapano per sfondare il vetro: «Ha rotto il finestrino dal lato passeggeri, i mille pezzi di vetro mi sono piombati addosso e lui con la mano ha preso la mia borsa».
Qui è scattato l’istinto ‘poliziesco’ della donna, la quale «senza pensarci, in modo incosciente, mi sono fiondata verso il finestrino, nonostante i vetri e col rischio di lacerarmi il braccio. Ho afferrato un lembo della mia borsa facendo uno sforzo sovrumano con tutte e due le mani, l’ho trattenuto a me finché lui non è caduto. Poi sono uscita dalla macchina, gli sono piombata addosso chiedendo aiuto. In quel momento ho visto arrivare dietro di me una squadra del reparto mobile di Napoli, i colleghi sono stati fantastici, mi hanno aiutato a immobilizzarlo e l’abbiamo arrestato».

Un coraggio non comune, considerando anche il suo stato interessante: «Non si pensa a nulla in quei momenti, l’obiettivo era prendere il malfattore, volevo fermarlo a tutti i costi. In quei momenti scatta una sorta di adrenalina che nel nostro lavoro penso sia normale, sia che ci si trovi dal lato Polizia che dal lato vittime. Ho qualche acciacco, stiramenti e distorsioni diverse, ma fa parte del gioco, passeranno».

La dottoressa Sverdigliozzi ha tre lauree (Giurisprudenza e le più specialistiche in Scienze dell’investigazione e in Scienze delle pubbliche amministrazioni). Ha iniziato la sua carriera in polizia nel 2003, come ispettore, il suo primo incarico fu proprio nella Capitale, nella sezione antidroga della squadra mobile. Successivamente è stata assegnata alla Questura del Verbano Cusio Ossola, poi il trasferimento a Pisa.

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