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Attentati a Londra, il racconto dei molisani: “La gente qui non ha paura, è tutto ordinato”

Due molisani trapiantati nella capitale inglese raccontano il clima di tensione e di massima sicurezza che sta vivendo nelle ultime ore di oggi, mercoledì 22 marzo, Londra dove intorno alle 17 un uomo alla guida di un suv si è lanciato sulla folla sul ponte di Westminster uccidendo quattro persone e ferendone venti. L’uomo, un asiatico poi ucciso, è sceso dall’auto e ha accoltellato un agente nel cortile del Parlamento. Alessandra Silviero racconta la sua giornata, «l’ho scoperto quando ero a lavoro, ci hanno chiesto la massima cautela tornando a casa, ma qui sono tutti tranquilli, non si respira la paura». Walter Tozzi di Casacalenda è tornato invece oggi a Londra, «ho scoperto tutto da internet, per fortuna non ero sul ponte, ci vado spesso».

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Ad un anno esatto dagli attentati di Bruxelles, è Londra a cadere ancora una volta nell’incubo degli attentati. Un uomo asiatico ha seminato il panico questo pomeriggio, mercoledì 22 marzo, dopo le 17: a bordo di un suv ha investto e ucciso quattro persone sul ponte di Westminster , sceso dall’auto ha accoltellato un agente nel Parlamento di Londra prima di essere ucciso dai militari. Nella città britannica sono scattate immediatamente le misure di sicurezza imponenti. A raccontare la terribile giornata inglese anche una termolese, Alessandra Silviero, 34 anni e da 7 nella capitale britannica.

«Ho saputo dell’attentato grazie al mio lavoro nella pubblicità, l’ho letto subito. Io lavoro nella zona di Regent’s Park, a trenta minuti dalla zona dell’attentato; da quello che sappiamo Scotland Yard sta trattando la cosa come un attentato terroristico, quindi in città c’è l’allerta massima e c’è tanta sicurezza». Ma nonostante il clima particolarmente rigido e le misure di sicurezza imposte dagli agenti inglesi, « qui la paura non si sente, non si respira, tutto è molto cauto e ordinato, tipico di questa cultura, qui non ci si allarma, non ha senso infondere paura ancora di più».

Anche sul lavoro la cautela è d’obbligo, «io lavoro nella pubblicità e sono una manager, la mia azienda ha chiesto la massima prudenza rientrando a casa e stiamo lavorando per attivare tutti i criteri per salvare i nostri marchi e fare in modo che non ci sia la loro pubblicità accanto alle notizie dell’attentato».

Intanto, mentre gli elicotteri sorvolano la città e il suono delle sirene richiama l’attenzione, le stazioni metro sono controllate e sottoposte a rigidi protocolli. «Per rientrare a casa prendo la metro, Victoria Line che viaggia regolarmente. In metropolitana c’è ordine, le comunicazioni sui ritardi sono frequenti, per non creare il panico tra la gente, e anche molto dettagliate, spiegano perché il treno non arriva e annunciano le varie fermate. Anche la gente è composta, qualcuno legge i giornali che distribuiscono all’entrata per avere qualche dettaglio».

Tra i molisani in Inghilterra anche Walter Tozzi di Casacalenda che lavora a Londra nella zona di Piccadilly, a poca distanza dal luogo dell’attentato. «Sono appena tornato in città – spiega il giovane di 26 anni – e mi chiedevo come mai la presenza di tutte queste macchine della Polizia e di militari. Poi ho aperto internet e ho letto la notizia su un sito di informazione. Proprio la scorsa settimana passeggiavo su quel ponte insieme a mio fratello. In realtà ci passo spesso, per fortuna oggi non mi trovavo lì. Ora sembra tutto tranquillo e c’è solo un po’ di traffico in più. Domani torno a lavorare al locale».

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