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Mancano gli infermieri, chiude il centro prelievi di via Toscana. “Ci batteremo con il quartiere”

Dal 1 aprile i tre infermieri in servizio nella struttura che si trova all’interno del poliambulatorio dell’Asrem saranno trasferiti. Il Forum in difesa della sanità pubblica ha lanciato l’allarme e annunciato l’ennesima battaglia "assieme ai residenti della zona perché non è possibile continuare a tagliare i servizi in un quartiere periferico e problematico come San Giovanni"

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Tra meno di un mese il centro prelievi di via Toscana sarà dismesso: dal 1 aprile, infatti, i tre infermieri in servizio nella struttura che si trova all’interno del poliambulatorio Asrem, saranno trasferiti altrove decretando la chiusura di questo piccolo presidio sanitario di quartiere. Sembra passato un secolo da quando il presidente Paolo Frattura andò a farsi vaccinare contro l’influenza proprio in via Toscana. E invece era solo il 9 novembre 2016.

In questa struttura vengono eseguiti circa seimila prelievi l’anno e ci sono liste d’attesa di 15 giorni: questi numeri li ha diffusi il Forum per la difesa della sanità pubblica che ha annunciato la sua battaglia in favore del centro colpito dagli effetti della razionalizzazione voluta dalla struttura commissariale.

«Il poliambulatorio – hanno spiegato dal Forum – serve un bacino di utenza di circa 20 mila abitanti, compresi quelli dei paesi limitrofi».
Il rischio ventilato è che chi non troverà più questo servizio in via Toscana andrà ad allungare le liste in altri centri prelievi. Il sospetto più terribile del Forum, invece, è che seguirà «la chiusura dell’intero poliambulatorio» da sempre punto di riferimento nel quartiere e per la città di Campobasso.
«Con gli abitanti della zona ci opporremo fermamente a questo ennesimo tentativo di privare i più deboli del diritto alla salute e alle cure» questo l’annuncio di Italo Testa & Co.

Pioggia di critiche anche sulla ripartizione dei posti letto: «Degli 891 a disposizione dei molisani – spiegano ancora dal Forum – 534 vanno agli ospedali pubblici e 357 ai privati. Molti di questi 357 posti letto assegnati ai privati vengono occupati da pazienti di altre regioni. La ripartizione è dunque del 59,9 per cento al pubblico e del 41,1 per cento al privato, contro una media nazionale che assegna al privato circa la metà dei posti letto disponibili. Il livello di privatizzazione in Molise è quindi il doppio della media nazionale».

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