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Mimose: “Un fiore che non regala più nessuno”. Eppure gli abusivi sono più dei regolari

Anche quest’anno i venditori del rametto simbolo della festa della donna sono spuntati come funghi: dal centro alla periferia sono decine i banchetti di fiorai improvvisati, ancora più numeroso sono quelli che non hanno pagato la tassa sull’occupazione del suolo pubblico. Tra regolari e abusivi si lamentano tutti: "Gli affari non vanno tanto bene, anche con i prezzi bassi non riusciamo a vendere le mimose". Variabili i prezzi: si va da un minimo di 1 euro a un massimo di otto.

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L’anno scorso fu la neve ‘marzaiola’ a rovinare la festa, mentre quest’anno la colpa è della mancata ripresa dei consumi. Non c’è 8 marzo che tenga per i venditori di mimose che lamentano tutti scarsi affari nel giorno dedicato alle donne. Eppure non c’è un angolo della città che non sia stato occupato, per lo più in maniera abusiva, da questi fiorai improvvisati. I banchetti con le loro cassette cariche di fiori gialli infilati nelle bustine di carta argentata sono dappertutto.
I prezzi? Si va da un minimo di 1 euro a un massimo di otto.
«Eppure, nonostante i mazzetti economici, sono ancora pochi gli acquirenti. Speriamo di combinare qualcosa prima di stasera» riferisce Alessia con il suo banchetto ‘regolare’ in piazza Cesare Battisti.

«Paradossalmente abbiamo lavorato meglio l’anno scorso con la neve per terra» ci dice un altro venditore, questo abusivo, con il cofano dell’auto aperto e ancora pieno di mimose all’ora di pranzo alle spalle del carcere di via Cavour.
Chi non ha pagato la tassa sull’occupazione del suolo pubblico al Comune si è piazzato dove ha potuto. In qualche caso i vigili urbani hanno provveduto a sgomberare gli abusivi ma più perché intralciavano la viabilità. Nella maggior parte dei casi si è preferito chiudere un occhio, per non dire tutti e due, sugli abusivi dell’8 marzo. Un fenomeno ormai talmente radicato da essere persino tollerato.

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