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Attentato contro la polizia a San Severo, rubata a Termoli 48 ore prima l’auto usata per sparare foto

Provenivano da una macchina rubata due giorni prima nella cittadina molisana i colpi di pistola contro dei mezzi della polizia parcheggiati vicino Piazza della Costituzione, a San Severo, sabato notte. I maggiori controlli sul territorio in seguito al rogo della baraccopoli di Rignano, dove sono morti due migranti, avrebbe scatenato la reazione della malavita organizzata. L’arma usata è una calibro 9x21 e l’attentato sarebbe stato pianificato proprio nelle ore fra il furto e gli spari.

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Era stata rubata a Termoli l’auto dalla quale sono stati sparati tre colpi di pistola contro la polizia nella notte tra sabato e domenica scorsi a San Severo. Un atto intimidatorio verso lo Stato da parte di qualcuno che evidentemente aveva pianificato l’attentato. Almeno questa è la ricostruzione degli inquirenti che stanno investigando su un caso che ha fatto scalpore.

Gli investigatori sono impegnati a fare chiarezza sul movente e l’organizzazione che sono dietro quel gesto. Ci sono le immagini di una telecamera a circuito chiuso che hanno ripreso un’utilitaria con a bordo una sola persona. La macchina percorre piazza della Costituzione, vicino alla stazione ferroviaria di San Severo. Quindi si ferma a motore acceso e spara diversi colpi contro i mezzi della polizia, con precisione un automezzo del Reparto prevenzione crimine di Lecce e uno del Reparto mobile della polizia.

Dai rilievi sui tre colpi andati a segno è emerso che a esploderli è stata una pistola calibro 9×21. Si sa inoltre che l’auto usata dallo sparatore, successivamente ritrovata, era stata rubata due giorni prima a Termoli, quasi certamente per compiere l’attentato che sarebbe stato pianificato proprio durante quelle 48 ore.

La Procura della Repubblica di Foggia sta lavorando sui filmati delle telecamere di sorveglianza della zona e su intercettazioni telefoniche. Ci sarebbero anche tracce di alcuni cellulari captate da celle telefoniche della stessa area. Una svolta nelle indagini potrebbe arrivare a breve, mentre il Viminale ha mandato rinforzi per far fronte a quella che pare essere una vera sfida della nuova mafia foggiana allo Stato, dopo il rogo di una baraccopoli fra Rignano e San Severo che ha portato alla morte di due migranti del Mali.

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