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Assolto il consulente: nessun reato dietro la nomina. Sbrocca: “Diffamazioni vergognose” foto

Per il giudice del Tribunale dietro l’incarico affidato a Donato Petrosino, per il quale la minoranza aveva presentato esposti e il consigliere pentasellato Di Michele si era perfino incatenato davanti al Comune, non ci sono reati. "L’azione dell’Amministrazione è stata legittima". Il sindaco Sbrocca commenta: "Noi abbiamo agito bene, mentre calunniosi sono stati gli atteggiamenti e le azioni poste in essere da chi ha voluto strumentalizzare per fini politici una vicenda che non aveva nulla di illegale".

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Il Tribunale di Larino ha assolto oggi, 7 marzo, Donato Petrosino, il consulente della Giunta comunale di Angelo Sbrocca contro il quale alcuni consiglieri di minoranza avevano presentato esposti, sostenendo che non avrebbe potuto ricoprire quel ruolo in quanto pensionato, e che l’amministrazione era ricorsa a stratagemmi ambigui e perfino fuorilegge. In realtà il giudice D’Agnone ha assolto Petrosino riconoscendo all’Amministrazione termolese di aver operato in modo legittimo, basandosi sulla legge.

Si chiude una vicenda che a Termoli è stata oggetto di veleni, illazioni e accuse esplicite, conferenze stampa e perfino eclatanti manifestazioni di protesta, come l’incatenamento davanti al Municipio del consigliere 5 Stelle Nick Di Michele, che il 5 settembre 2015 si era legato a un palo per esprimere il suo dissenso contro la delibera di Giunta che riassegnava l’incarico a Petrosino, spingendosi a scrivere su facebook le ragioni del dissenso: “Contro questa banda …che saccheggia e saccheggerà la città il portavoce del M5s si incatena dinanzi al palazzo del potere”.

Oltre a lui anche il consigliere Di Brino, ex sindaco della città, aveva fatto una dura opposizione alla nomina di Petrosino, retribuita con 3mila euro lordi mensili, sollevando un caso di presunta illegittimità dell’affidamento dell’incarico di consulenza gestionale all’ex segretario della Giunta Greco e presentando un esposto firmato con alcuni colleghi, dopo il quale le Fiamme Gialle avevano fatto visita in Municipio. La Finanza aveva acquisito tutta la documentazione relativa all’avviso esplorativo con il quale è stato assegnato l’incarico al centro delle contestazioni degli esponenti del centrodestra.

Ora si chiude il processo con la piena assoluzione di Donato Petrosino, difeso dagli avvocati Nicolino Cristoforo e Erminio Roberti, e la soddisfazione della maggioranza amministrativa e in modo particolare del sindaco Angelo Sbrocca, vero bersaglio di quella che la maggioranza ha definito «una vera e propria campagna diffamatoria con accuse a mezzo stampa, conferenze e azioni plateali quali l’incatenamento di Di Michele davanti al municipio».

«L’azione dell’amministrazione è stata legittima e trasparente – commenta il sindaco Sbrocca – quanto calunniosi sono stati gli atteggiamenti e le azioni poste in essere da chi ha voluto strumentalizzare per fini politici una vicenda che non aveva nulla di illegale. Il tribunale ha ripristinato la verità e torno a ringraziare il dottor Petrosino a cui rinnovo la qualifica di galantuomo per l’attività che ha svolto, che sta svolgendo e che svolgerà.
Ancora una volta qualche consigliere di minoranza utilizza strumenti quali le querele a meri fini politici, strumenti che però poi gli si rivolgono contro ad effetto boomerang».

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