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Parcheggi ospedale: tra caos e scarsi controlli, neppure una striscia rosa per le neo mamme

I cosiddetti parcheggi di cortesia per le donne in attesa o con bimbi piccoli al seguito non sono mai stati previsti sul piazzale del Cardarelli. Qui, tra tabelle arrugginite, strisce scolorite dei posti riservati e pochi controlli regna la confusione. "Ci regoliamo col buonsesno ma abbiamo segnalato più volte la necessità di ridipingere gli stalli" ammettono le guardie giurate nel gabbiotto d’ingresso del primo e più importante presidio ospedaliero del Molise.

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Davanti all’ingresso dell’ospedale Cardarelli di Campobasso ci sono tabelle vecchie e piene di ruggine che indicano i parcheggi riservati ai disabili. Ci sono i posti riservati per i dializzati e per la polizia penitenziaria. Giustamente. Quelli per i dipendenti dell’Asrem e per le ambulanze. E ci mancherebbe. Ma non c’è l’ombra di una striscia rosa, il posteggio riservato alle donne in attesa o alle neo mamme. Non c’è non perché il maltempo l’abbia cancellato, ma perché al Cardarelli di contrada Tappino il cosiddetto parcheggio di cortesia riservato alle future mamme è sempre stato l’ultimo dei pensieri. Figurarsi oggi con tutti i guai che ha la sanità molisana.
A confermarlo sono anche le guardie giurate all’ingresso del nosocomio: «Abbiamo segnalato più volte lo stato di confusione che regna su questo piazzale senza mai ricevere una risposta».
Il problema, di fronte al primo e più importante ospedale della regione, infatti, non riguarda solo l’assenza di parcheggi rosa ma anche di strisce visibili che delimitino i posti riservati per portatori di handicap e pazienti che devono fare una terapia faticosa come la dialisi. Il risultato è che ognuno fa un po’ come gli pare tanto la sbarra è quasi sempre alzata e i controlli scarseggiano.
«Buonsenso, noi ci regoliamo così» dicono ancora i vigilantes. Ma perché doversi affidare alla cortesia del lavoratore di turno quando sarebbe più che normale, addirittura scontato, che un malato, un disabile o una donna col pancione o con un bimbo piccolo al seguito vengano agevolati nella ricerca di un posto? Del resto se la regola vale dentro la struttura, dove gli sportelli di cortesia sono previsti e utilizzati dinanzi ai centri prenotazione, per quale ragione fuori dall’ospedale non è ancora così?
Eppure sono numerose le donne che ogni giorno vi si recano per esami e analisi tra laboratori di ginecologia e reparto di maternità. Dunque perché non adeguarsi e fare come già accaduto in tante altre città, da nord a sud, dove l’asfalto è stato colorato di rosa? E non solo davanti agli ospedali, ma anche nei punti della città che più interessano le mamme, come ospedali pediatrici, consultori, asili e scuole materne. Persino nei piazzali di centri commerciali e supermercati.

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