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Dopo i disordini via i migranti dall’ex asilo: Il Prefetto chiude il centro, tutti trasferiti

Smantellato nella mattinata di oggi, 2 marzo, il centro di accoglienza per richiedenti asilo di via Roma, dove martedì c’è stata una violenta protesta da parte di un gruppetto di nigeriani sfociata in 5 denunce. A pesare sulla decisione di Maria Guia Federico, da poco al vertice della Prefettura, anche la mancanza di requisiti relativi alla agibilità della struttura, un ex asilo. I 27 ospiti fra cui anche donne e bambini, sono stati trasferiti a Roccavivara.

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Sono stati trasferiti in blocco i 27 profughi ospiti dal mese di ottobre 2016 del centro di accoglienza di Palata.
La rivolta di martedì mattina, che ha visto circa 10 giovani nigeriani fra i quali anche due donne protestare violentemente contro i ritardi dei permessi di soggiorno e la qualità del cibo, ha pesato non poco – secondo quanto riferito in paese – sulla decisione del Prefetto di Campobasso Maria Guia Federico, che con suo provvedimento ha disposto il trasferimento coatto di tutti gli ospiti.

Cinque le denunce che i carabinieri della stazione di Palata, coordinati dal maresciallo Michele Tartaglia, hanno fatto al termine dei disordini, durante i quali sono stati rovesciati tavoli e sedie, rotti piatti e bicchieri. Ma è anche la mancanza di determinati requisiti dello stabile a incidere sulla decisione del Prefetto: questioni di agibilità emerse a distanza di alcuni mesi dall’arrivo dei 27 migranti richiedenti asilo, in prevalenza di nazionalità africana fra i quali anche alcune donne e due bambini.

Con i furgoncini, questa mattina, sono stati accompagnati nel centro di prima accoglienza di Roccavivara, ma solamente gli uomini. Le donne e i piccoli sono stati sistemati tra Castelmauro e Bojano.

Si chiude quindi in questo modo una vicenda che a Palata ha tenuto banco per settimane, caratterizzata da una decisa opposizione alla presenza dei profughi da parte di un comitato costituito sì per l’occasione, e che tra i propri membri annoverava anche esponenti dell’amministrazione comunale.

La situazione da ottobre a febbraio non ha registrato in realtà problemi, e anzi i migranti sono stati accolti dalla maggioranza della popolazione con doni e aiuti materiali tanto che la cooperativa che aveva ottenuto la gestione del centro, la Marinella del Consorzio Matrix, si era detta decisamente soddisfatta per la modalità e i tempi con i quali era rientrata la protesta di una parte della popolazione.

Tuttavia la rivolta inscenata martedì scorso ad opera di cittadini di nazionalità nigeriana ha drasticamente modificato il quadro, e ha accelerato la decisione del Prefetto di chiudere il centro di prima accoglienza in via Roma, l’ex asilo di proprietà privata ristrutturato e riconvertito in una struttura per migranti.

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