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Crepe sui muri della Curia dopo il sisma, dipendenti Comune raccolgono firme: “Via da qui” foto

Il fatto risale al novembre scorso, quando in seguito a un terremoto vennero riscontrate delle crepe sui muri degli Uffici del Comune di Termoli nella sede della Curia vescovile. La vicenda è stata portata alla luce dal consigliere del Movimento Cinque Stelle, Nick Di Michele. «I tecnici hanno riscontrato un cedimento, ma l’ultima verifica sostene non ci siano rischio crolli». Negata quindi l’esigenza di spostare gli uffici altrove. Tuttavia i dipendenti chiedono maggiori rassicurazioni e una verifica di vulnerabilità statica e hanno avviato una petizione.

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Gli uffici del Comune di Termoli all’interno della Curia vescovile di piazza Sant’Antonio avrebbero subito dei cedimenti strutturali dovuti alle scosse sismiche dei mesi scorsi. Un sopralluogo effettuato il 18 novembre 2016 avrebbe fatto emergere la correlazione fra il terremoto e le crepe ben visibili sui muri dei piani più alti dell’edificio. Inevitabili i timori dei dipendenti che hanno raccolto le firme per avere maggiori rassicurazioni e una verifica di vulnerabilità statica dell’edificio.

La vicenda è stata portata alla luce dal consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle, Nicolino Di Michele, in una conferenza stampa tenuta nella sede del punto informativo pentastellato termolese di via Cina. «Ci sono danni su due piani – ha affermato il portavoce M5S -. Chiediamo di sapere che intenzione ha l’Amministrazione comunale. Ho fatto accesso agli atti trovando un carteggio fra l’ingegnere del Comune, Gianfranco Bove e il segretario comunale. Bove, dopo un sopralluogo, ha certificato le lesioni chiedendo la possibilità di dislocare gli uffici altrove. La risposta di Tenore è che senza mirati e puntuali accertamenti non si può disporre il trasferimento».

A quel punto però i dipendenti degli Uffici dei settori Servizi Sociali, Cultura, Sport e Turismo hanno chiesto maggiori approfondimenti. «Sono 33 persone che vivono con l’ansia – ha detto l’esponente grillino -. Hanno raccolto le firme, chiedendo un incontro chiarificatore col sindaco che non è mai avvenuto».

Ma che dicono i tecnici? «L’ingegner Rucci della Curia ha negato pericoli per gli occupanti ma ha garantito lavori rapidi per mettere a posto i servizi igienici e questo non è ancora successo. L’ultimo atto è di un mese fa, 25 gennaio. L’ingegner Serrelli ha certificato i cedimenti strutturali ma ha aggiunto che non c’è pericolo di crollo».

Tutto tranquillo quindi? Mica tanto, secondo Di Michele. «Quella struttura poggia sul cinema Sant’Antonio che non ha travi in mezzo. In quattro mesi la situazione non è cambiata affatto». E poi c’è la questione economica. «Il contratto di locazione è scaduto proprio a novembre scorso ed è stato prorogato di sei mesi. Il canone mensile è di 4821 euro. Paghiamo tutti questi soldi per uno stabile che non è sicuro». Il consigliere comunale ha fatto sapere che interesserà della questione i vigili del fuoco e presenterà un’interrogazione in Consiglio. (sdl)

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