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Lapide rotta, per l’assessora nessun atto vandalico. E accusa i giornali di scrivere bufale

Ha scatenato un vivace dibattito sui social la notizia del ritrovamento di una lapide spaccata accanto a un mucchietto di penne di gallina al cimitero di Campobasso. Immagini e notizie false si stanno diffondendo in maniera incontrollata su facebook spingendo il Comune a rivolgersi alla Polizia postale per individuare gli autori dei post. Ma per l’assessora Maripina Rubino la colpa di questo ’procurato allarme’ è dei giornali on line che avrebbero diffuso bufale.

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La lapide spaccata e quel curioso mucchietto di penne di gallina accanto alla tomba sono state notate qualche giorno fa dal custode del cimitero. Ma fino alle 13 di oggi, 17 gennaio, l’assessore Maripina Rubino – che ha la delega ai servizi cimiteriali – non ne sapeva ancora nulla. Tanto che proprio a Primonumero spiegava: «Non me lo hanno segnalato ma mi informerò per vedere cosa è accaduto».
Poche ore dopo la prof del liceo, ultima arrivata nella squadra del sindaco Antonio Battista, ha negato gli atti vandalici come ipotesi in campo e accusato i giornali online (uno in particolare? tutti?) di aver scritto una bufala.
E tutto questo perché su facebook si stanno diffondendo immagini di altri cimiteri e notizie false sul camposanto di San Giovanni dei Gelsi che hanno spinto il Comune a rivolgersi addirittura alla Polizia Postale per rintracciare gli autori di questi post.

Ora, chiunque abbia un minimo di conoscenza delle regole della comunicazione, capisce da solo che i post di facebook sono cosa ben diversa dalla cronaca giornalistica. Sarebbe un errore accostarli, fare – come si dice – “di tutt’erba un fascio”, perché se dietro un post può esserci chiunque, dietro l’articolo di una testata web come Primonumero ci sono sempre verifiche (quelle fatte recandoci per ben due volte al cimitero), riscontri (c’è la versione del custode) e approfondimenti sul campo.
Ma per l’assessora i giornalisti che riportano i fatti e gli «sciacalli del web», come li ha definiti, sono più o meno la stessa cosa.
Il suo «accurato sopralluogo» (fatto dopo la nostra telefonata, ndr) l’ha portata in poche ore a dichiarare convintamente che «non c’è stato alcun atto di vandalismo – come ha scritto nella sua precisazione – molto probabilmente (probabilmente è diverso da certamente, ndr), per motivi legati alle basse temperature dei giorni scorsi, una sola lapide ha riportato lesioni in più punti».

La stessa “intuizione” l’aveva già avuta prima di lei il custode (qui la sua dichiarazione) ma questo non esclude comunque altre ipotesi. Compresa quella dello scherzo di cattivo gusto, del passaggio di un animale selvatico o del macabro rituale satanico. Ma evidentemente la professoressa Rubino ha già risolto il caso.

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